Archivi categoria: Letteratura per l’infanzia

Fiabe Scodinzolanti sbarca ad Abano!

Era uno dei sogni di Scoprendo Itaca: unire la passione per la lettura e la narrazione per bambini e ragazzi con l’amore per gli animali, potenziando i grandi benefici che entrambe queste esperienze possono regalare!

Una nuova opportunità ci è stata data dalla Biblioteca Civica di Abano in collaborazione con l’Associazione BiblioAmat.

Assieme alla collega Stella Ferrara, esperta in pet therapy ed interventi assistiti con gli animali, sarò presente sabato 14 ottobre per un primo appuntamento di gioco, socializzazione e narrazione!

Scarica la locandina in pdf

 

Scheda di Iscrizione

 

E’ già previsto un secondo appuntamento per sabato 25 novembre, si svolgerà con le stesse modalità e vedrà protagonista anche la collega Elisa Magnolo.

Se amate i luoghi di cultura e di svago, se non sapete resistere alle coccole di un cucciolo, se volete far scoprire ai vostri bambini qualcosa in più sugli amici animali e sui modi migliori per giocare con loro, vi aspettiamo! Per info e iscrizioni:

scoprendoitaca@gmail.com

Quando si dice “fare il punto”! – Albo illustrato sull’integrazione

Mi sorprendo ogni volta in cui scopro la potenza delle immagini, anche le più semplici, a fronte di cascate di parole da cui siamo quotidianamente sommersi…

Puntino

di Giancarlo Macrì e Carolina Zanotti

Nuinui Edizioni

Appositamente non ne userò molte per presentarvi questo nuovo consiglio di lettura: come sempre un albo illustrato sapientemente in cui con delicatezza e semplicità è possibile parlare di integrazione, di somiglianze e differenze, di situazioni politiche e sociali complicate.

“Ci piacerebbe venire nella vostra pagina…”

Anche se i protagonisti sono dei simpaticissimi “puntini” (o forse proprio grazie a questo!) è immediato riconoscersi, identificarsi, immaginare che dietro ad ognuno di essi c’è una persona: un bambino, una donna, un uomo, tante storie di vita… spesso difficili da comprendere.

Proprio quando non si trovano le parole per affrontare certi argomenti, che sia fra adulti o con i più piccoli, possiamo provare a “fare il punto” anche dentro noi stessi!

Un libro per tutti i bambini, anche quelli adulti!

“L’Onda”: un albo illustrato di emozioni silenziose!

Di Suzy Lee – Ed. Corraini

…Ci sono cose in un silenzio
che non m’aspettavo mai…

Così recita un verso di una bella canzone degli anni ’60. Sembra fatta apposta per descrivere questo splendido e suggestivo albo illustrato: più illustrato che mai, poiché a farla da padrone indiscusse sono solo le immagini e il celeste del mare. Ringrazio la collega Eleonora Soffiato per questo regalo prezioso che cercavo da tempo. Quella che segue è la mia personale interpretazione, la storia che questo libro mi racconta…

Il mare, da sempre simbolo di vastità esteriore ed interiore, di profondità, di bellezza e paura dell’ignoto di cui si va alla scoperta o da cui si fugge. Il mare come specchio delle avventure della Vita, imprevedibili e potenti, di fronte alle quali scegliamo ogni volta come comportarci, come reagire. Tutto questo ce lo narra con naturalezza e spontaneità una piccola bambina, alle prese con una giornata in spiaggia.

All’inizio sembra titubante e osserva l’acqua da lontano, non sapendo bene cosa aspettarsi. Poi si fa coraggio e comincia ad interagire col mare: lo “minaccia” per gioco, lo osserva incuriosita nel suo incessante su e giù lungo la battigia… Sembra quasi di sentirlo scrosciare! Un po’ alla volta intesse con lui una vera e propria relazione, fatta di scherzi, di azzardi reciproci… di stupore e si, anche di spavento per l’inattesa grande onda che all’improvviso la rincorre minacciosa!

La bimba sembra quasi averla fatta franca, sembra averla scampata e impertinente rivolge una linguaccia al mare, ma subito dopo ne viene inesorabilmente travolta! Resta a terra, bagnata, stordita, confusa, forse anche un po’ delusa, forse titubante su come fare a rialzarsi. Un po’ come accade quando ci succedono cose più “grandi” del solito, che ci travolgono e sul momento ci spiazzano, ci tramortiscono.

Ma… osservando bene, l’Onda ha lasciato dietro di sé anche dei regali, delle impronte tangibili, belle e indelebili del suo passaggio: la bambina, col ritrarsi dell’acqua, scopre attorno a sé un mosaico di splendide conchiglie multiformi che il mare le ha portato! E si accorge che il suo vestito, prima bianco come tutto il resto, adesso è tinto di celeste, è color del mare.

Possiamo pensare che le Onde, simboliche e non, che attraversano le nostre vite spesso con fatica e incertezza sul futuro, lascino anche a noi dei doni inattesi, se riusciamo a vederli: ci regalano conchiglie (opportunità, cambiamenti, cose nuove che prima non c’erano e che potevano emergere solo grazie ad una piccola/grande rivoluzione) e impronte di colore (l’esperienza vissuta e fatta propria, incarnata, assimilata) grazie alle quali possiamo rialzarci con nuove energie, nuovi mezzi, nuovi pensieri per affrontare ciò che verrà.

Come scrivevo a inizio articolo, questa è la mia versione della storia dell’Onda, del tutto soggettiva… in fondo quale storia non lo è?!

E voi che storia vi fareste raccontare da questo albo?!

Uno sguardo bambino: cosa è importante per noi?

Condivido un nuovo spunto letterario per grandi e piccoli (accompagnati dai grandi) che ho scoperto di recente e che ha toccato nuovamente le corde dell’emozione. Questa volta si tratta di un albo davvero molto particolare:

“Due ali” (Ed. Topipittori, C. Bellemo, M. Di Giorgio)

Protagonista un simpatico nonno, il Sig. Guglielmo, la cui vita e quotidianità vengono “sconvolte” da una scoperta alquanto singolare: sotto al pesco del suo giardino, una mattina, sono spuntate due Ali! Si mescolano dentro di lui incredulità, curiosità, domande sull’origine di quel germe del tutto inaspettato. La sua ricerca di eventuali proprietari è del tutto vana, anzi, rischia di essere considerato un po’ fuori di testa per l’assurdità delle sua indagini:

Qualcuno ha lasciato delle ali nel mio giardino?!

Ne è quasi intimorito, tanto che non si avvicina subito ma le scopre poco a poco, osservandole prima da lontano, poi prendendosene cura con rispetto e attenzione. Fino a quando, ripescando nelle memorie della sua gioventù, nei ricordi della sua vita in quella casa, accade un piccolo miracolo. Il Sig. Guglielmo rivede se stesso bambino, con la magia, la fantasia e la fiducia nella vita che possedeva allora, con i sogni, le speranze, le emozioni vivide e limpide che i bambini sanno esprimere… Rivede se stesso una notte, di nascosto, sotterrare proprio sotto all’allora piccolo pesco del giardino una scatola con la

FORMULA MAGICA PER FAR SPUNTARE LE ALI NEI GIARDINI“!

Cosa conteneva quella scatola? Piccoli oggetti di vita quotidiana di un bambino, semplici ma essenziali, intrisi di affetti, di ricordi di momenti importanti, di relazioni… un fazzoletto, una foto, un guanto condiviso, una monetina “d’oro”…

Da queste radici identitarie, quelle che si costruiscono fin da piccoli, quelle grazie alle quali diventiamo giorno dopo giorno noi stessi, sono “nate” le Ali del Sig. Guglielmo. Le aveva dimenticate, un po’ come accade a molti di noi, ormai adulti. Quando mettiamo da parte quel bambino che siamo stati, rischiamo di dimenticare cosa è importante per noi; restiamo ben ancorati alla Terra considerando i sogni, i desideri e i sentimenti delle cose di poco conto o irrealizzabili. Ma è anche grazie alle proprie Ali, diverse per ciascuno, che possiamo riscoprire la leggerezza e il piacere nella vita, i talenti e le passioni che ci contraddistinguono, il senso che vogliamo dare alla nostra esistenza. Il Sig. Guglielmo, forse anche grazie alla saggezza dei suoi anni, è riuscito a sintonizzarsi con tutto ciò. E, in un finale toccante che lascia aperte moltissime interpretazioni, ha il coraggio di indossare le sue Ali e spiccare il volo, con la consapevolezza della sua vita e una serenità che lo rendono felice.

Una poesia in prosa, questo Albo può aiutare a riflettere sul tema del senso della vita e della morte, sulla propria identità, sull’importanza dei ricordi per raccontare chi siamo e chi vogliamo diventare.    


Visita i SERVIZI che offro per scoprire in che modo posso esserti utile nel gestire e affrontare situazioni particolari e ritrovare il tuo benessere.

CHE STORIA E’ QUESTA? Appuntamenti in Libreria!

Dal 25 novembre al 4 dicembre si svolgerà la seconda edizione della Settimana dell’Informazione Psicologica indetta dall’Ordine Psicologi Veneto per avvicinare al mondo della psicologia e sensibilizzare la popolazione sui molteplici ambiti di interesse e di intervento di questa disciplina.

Moltissimi gli appuntamenti in programma in tutta la città! Con la collega Eleonora Soffiato e la Professoressa Donatella Lombello parteciperemo con il primo di due incontri previsti per il ciclo

SERATE IN LIBRERIA – appuntamenti alla Mondadori di Padova

Lunedì 28 novembre 2016 ore 18.00-19.00:

“Che storia è questa?

Incontro-dialogo alla scoperta del valore della narrazione”!

Per visualizzare l’evento visita la Pagina Facebook dedicata.

Scarica la LOCANDINA dell’incontro che-storia-e-questa!

Raccontare la disabilità e non solo…

Può capitare che qualche problema ci “caschi improvvisamente sulla testa”! E’ quello che è accaduto ad Antonino, il piccolo protagonista di questa storia curiosa:

“Il pentolino di Antonino” (I. Carrier – Kite Edizioni)

Il pentolino di Antonino

Lui trascina sempre con sé il suo pentolino, oggetto insolito, simbolo sia delle difficoltà quotidiane che non lo abbandonano mai, sia delle caratteristiche personali, che rendono Antonino unico e diverso da tutti gli altri. Solo lui ha QUEL particolare pentolino: non è semplice da gestire, lo impaccia nei movimenti e negli spostamenti, si frappone nel rapporto con le altre persone…

Ma Antonino non è solo questo: è affettuoso, sensibile, ha tante passioni, ha molte qualità personali, alcune piacciono altre un po’ meno. Ci sono giorni in cui vorrebbe tanto sbarazzarsi di quel piccolo/grande peso che porta con sé, ma non è possibile. Ci sono giorni in cui vorrebbe nascondersi da tutto e da tutti.

Sarà l’incontro con qualcuno di importante, sensibile e speciale come lui a restituirgli l’allegria, a permettergli di scoprire che se il pentolino non si può eliminare, si può trasformare da nemico in alleato, da limite in risorsa.

Il-Pentolino-di-Antonino-1-

Cosa si fa quando siamo chiamati a convivere con difficoltà quotidiane a volte pesanti e ineluttabili? Come si può stare accanto specialmente ai bambini che si trovano in condizioni simili? E ancora: come si può raccontare la situazione di qualcun altro senza mancare di rispetto, ma entrando in punta di piedi e valorizzandolo?

Credo che questo albo possa essere una via di comunicazione immediata e semplice per mettere a nudo contesti anche molto complessi. Il pentolino che Antonino porta con sé è metafora di qualsiasi condizione umana che in qualche modo “pesi” o sia di ostacolo alla persona che lo trascina: una disabilità fisica o psichica; un lutto; un modo di essere e una condizione esistenziale che fanno sentire esclusi, ai margini

In questo senso, siamo tutti coinvolti: ognuno con il proprio pentolino da portare, da trasformare in strumento di distinzione personale che può fare davvero la differenza, in positivo!


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Per ogni vuoto apparente c’è un pieno!

Il retro di copertina di questo intensissimo albo illustrato recita così:

“Il buco” (A. Llenas – Ed. Gribaudo)

Il buco

La vita è piena di incontri. E anche di perdite.

Alcune insignificanti, come quando si perde una matita o un foglietto.

Ma alcune sono importanti, come la perdita di qualcosa a cui si tiene, della salute o di qualcuno che si ama.

Questa storia ci parla della nostra capacità di resistere, di superare le avversità, di trovare il senso della vita”.

E’ proprio quello che accade alla protagonista, una bambina come tante che all’improvviso scopre di avere un grosso buco nella pancia, che le provoca vari malesseri ai quali non riesce a trovare nessun rimedio! I suoi tentativi, seppur creativi, vanno a vuoto poiché mirano a “tappare” quel buco con qualcosa di esterno a se stessa, un palliativo, una toppa che non fa che nascondere… Ma il buco rimane.

Il buco1

Quante volte ci capita di soffrire profondamente in relazione a qualcosa o a qualcuno, anche a noi stessi, e di cercare soluzioni a quel dolore che leniscono per un po’, ma non ci fanno trovare una nuova, duratura serenità. Il nostro corpo ci parla, i nostri pensieri sono pesanti e confusi…

Ma proprio quando tutto sembra ormai definitivamente perduto, accade un piccolo/grande cambiamento di programma. Lo potremmo chiamare ASCOLTO DI SE STESSI, sintonizzazione con l’interno di noi, MUTAMENTO non tanto delle cose o delle situazioni che spesso non possiamo realmente cambiare, ma DEL SIGNIFICATO CHE NOI VI ATTRIBUIAMO. Nella storia della piccola protagonista è lì che si annida la magia…

Il-buco-2

La RESILIENZA, la capacità di resistere costruttivamente e fare fronte alle avversità della vita, attinge alle nostre qualità personali, alla rete di sostegno che creiamo attorno a noi, alla capacità di ridisegnare il presente e il futuro nonostante il passato, o meglio partendo da esso e riscrivendo nuove storie.

Il buco nella pancia (curioso… corrisponde proprio al nostro ombelico, fonte vitale e ponte simbolico tra il dentro e il fuori di noi) si trasforma quindi da origine di sofferenza a scrigno di creatività, ci connette e ci avvicina a tutti gli altri esseri viventi, ciascuno con il proprio dolore e con la propria storia. Ci rende simili, diversi e protagonisti delle nostre scelte quotidiane.

Dal mio punto di vista questo albo originale è un modo per raccontare anche un aspetto del lavoro dello psicologo: aiutare a scoprire e “dare senso” ai propri buchi nella pancia, per poterli utilizzare come veri e propri mondi magici!

…Da che punto guardi il mondo tutto dipende…

Mi piacciono molto gli albi illustrati così detti per bambini!

Nella mia esperienza professionale mi è capitato spesso di utilizzarli in percorsi mirati nelle scuole o nell’incontro individuale con i più piccoli. La grafica accattivante, l’immediatezza dei testi, l’apparente semplicità delle storie, trasmettono messaggi che arrivano dritti al cuore di ciascuno in maniera personale. Ho constatato più volte che questo vale anche per i grandi.
Oggi propongo un libro originale sul tema della diversità, della conoscenza dell’altro, della paura che questo a volte può suscitare.

Quelli-di-sopra-e-quelli-di-sotto

“Quelli di sopra e quelli di sotto” (Paloma Valdivia, Ed. Kalakandra) si basa tutto sul cambiamento del punto di vista, della prospettiva di osservazione. L’orientamento del libro permette letteralmente di giocare a scoprire, pagina dopo pagina, quanto gli abitanti del mondo di sopra si credano diametralmente opposti agli abitanti del mondo di sotto e viceversa… Ma a ben guardare, sarà davvero così?!

Quelli disopra e quelli di sotto

Con simpatia e semplicità, gli spunti di riflessione che questo albo regala a grandi e piccini sono veramente notevoli. Non a caso utilizzo la parole RIFLESSIONE: nel senso più classico di ragionamento, ma anche nell’accezione metaforica del RIFLETTERSI, SPECCHIARSI, ROVESCIARE le prospettive…

Un invito a fare qualche volta l’esperimento di guardare il panorama che ci circonda attraverso gli “occhi degli altri”, indossare le loro scarpe e percorrere la strada come farebbero loro. Cosa ci accomuna? Cosa ci differenzia?

Se mettiamo alla prova ciò che crediamo di sapere sul mondo e sulle persone, se non diamo tutto per scontato, possiamo offrirci l’opportunità di stupirci, di aprire gli orizzonti e magari avvicinarci un po’ di più anche a ciò che ci spaventa, poiché lo riteniamo così lontano e diverso da noi anche se non sempre lo è, e non sempre è minaccioso…

guardare al contrario

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Se sei interessato al tema del racconto, leggi anche il mio articolo sull’importanza della NARR-AZIONE!

E il padre dove lo mettiamo?!

La scorsa settimana ho suggerito un testo indicato per le neo-mamme e le loro bambine. Per par condicio oggi un libro simpatico e toccante per valorizzare la figura del padre:

“Papà aspetta un bimbo” (F. Loew, Ed, Settenove)

papa-aspetta-un-bimbo

Un certo filone della letteratura fino a qualche decennio fa considerava il ruolo del padre in modo piuttosto marginale durante i nove mesi di gestazione, come se il diventare padre sopraggiungesse all’improvviso al momento della nascita del figlio. Inoltre il padre fungeva quasi esclusivamente da “elemento separatore” nella relazione madre-bambino, colui che detta le regole.

Ad oggi si restituisce valore e dignità ad entrambi i genitori fin da subito, poiché la gravidanza è vissuta con intensità e coinvolgimento da mamma e papà anche se in modi molto diversi: ad esempio se nella donna avvengono mutamenti fisici e fisiologici evidenti, l’uomo partecipa a questa esperienza da osservatore esterno, ma non meno coinvolto nei cambiamenti della propria compagna e nella relazione con il figlio in arrivo. I sentimenti e le emozioni relative al proprio ruolo di genitore si modificano, le aspettative sul futuro si moltiplicano…

Il ruolo del papà

Diventa ancora più importante nella coppia. comprendersi e comunicare sul piano emotivo ciò che si sta vivendo. Questo testo aiuta i futuri padri a raccontare le sfumature della loro esperienza, a focalizzare alcuni passaggi cruciali della stessa, ad esprimere preoccupazioni, fantasie, desideri per poterli condividere con semplicità con la partner e con il bambino!

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Dai uno sguardo anche alla sezione SERVIZI del sito, in particolare GENITORIALITA’ E RELAZIONE CON I FIGLI.

UN LIBRO AL GIORNO… Spunti di lettura per “piccoli” di tutte le età!

Ho pensato di pubblicare periodicamente alcuni suggerimenti di lettura: testi e titoli più variegati, incontrati nel mio percorso, che dal mio punto di vista hanno una marcia in più e che utilizzo anche nella professione.

Comincio oggi con uno spunto che mi sta particolarmente a cuore:

“La prima volta che sono nata” (V. Cuvellier, C. Dutertre – Ed. Sinnos) 

La prima volta che sono nata

Albo illustrato assolutamente dedicato alle neomamme, in particolare di bambine (provvederò a segnalare testi equivalenti per figli maschi!). Diventare madre è un viaggio incredibile che ogni donna, ogni coppia ed ogni bambino vivono incrociando continuamente se stessi e le loro storie. Che sia la prima o la quarta gravidanza, l’esperienza non sarà mai del tutto identica alle precedenti… più probabilmente sarà una nuova prima volta!

Quante “prime volte” hanno segnato la nostra crescita: possiamo pensare che ogni istante sia il primo che viviamo a quel modo. Cosa è accaduto lasciandosi andare alle “prime volte”? Un fiume in piena di eventi ed esperienze, un susseguirsi di scelte che ci hanno portato fin qui!

laprimavoltaapallone

Il libro, attraverso immagini curate e frasi a volte essenziali a volte molto ricche, accompagna con ironia ed emozione il lettore nel viaggio di una bambina appena venuta al mondo, che racconta in prima persona alcune tappe cruciali della sua crescita: ricordi indelebili, istanti comici, incontri, paure… in cui è veramente facile riuscire ad identificarsi.

Mano a mano che le fasi della vita della protagonista si susseguono, cambiano le sue esperienze, il significato che lei attribuisce alle stesse e alle sue passioni, relazioni, scelte. Per approdare ad un finale a sorpresa commuovente e intenso, testimonianza del continuo “accadere” della vita, mai uguale a prima!

La-prima-volta-che-ho-camminato

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