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FAMIGLIE E FRATELLI IN AZIONE: un convegno dedicato alla relazione fraterna nella disabilità

Il prossimo 25 maggio 2019 si terrà in provincia di Padova questo annuale convegno sul tema della relazione fraterna in situazioni di disabilità, promosso dalla collega Dott.ssa Giulia Franco in collaborazione con “Formiamo Impresa Sociale” e “Famiglie e abilità onlus”, due realtà locali molto attive per quanto riguarda la sensibilizzazione a certi temi sociali.

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E di sensibilizzazione non ce n’è mai troppa: l’universo disabilità, come amo definirlo, è ricco, complesso, diversificato, soggettivo, ancora per molti versi sconosciuto e per questo “spaventoso” o contornato di pregiudizi e conoscenze falsate.

Ecco perché diventa fondamentale poterne parlare nella collettività, portare fuori determinate tematiche dal silenzio e dal tabù, rendere bene comune le informazioni e le buone prassi per favorire una coesistenza civile e una integrazione realizzabile per tutti.

Queste sono state le premesse preziose con cui ho accolto con vero piacere l’invito della collega a partecipare al programma del convegno, portando un contributo tanto delicato quanto importante: uno sguardo sul “cosa sarà di mio figlio/mia figlia (o mio fratello/sorella) quando noi (genitori) non ci saremo più?”. La recente legge conosciuta come “Dopo di noi” ha posto l’attenzione sulla centralità di questa domanda, alla quale è necessario pensare nel presente per favorire un futuro quanto più sereno per tutti i membri della famiglia, nessuno escluso.

Sarà al mio fianco l’Avvocato Rossana Miotto, collaboratrice imprescindibile per affrontare correttamente e completamente la tematica, facendo dialogare la psicologia con il diritto, in una stretta congiunzione.

Nel volantino in allegato il programma completo e tutte le istruzioni per procedere con l’iscrizione obbligatoria.

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Vi aspettiamo numerosi!

Quando si dice “fare il punto”! – Albo illustrato sull’integrazione

Mi sorprendo ogni volta in cui scopro la potenza delle immagini, anche le più semplici, a fronte di cascate di parole da cui siamo quotidianamente sommersi…

Puntino

di Giancarlo Macrì e Carolina Zanotti

Nuinui Edizioni

Appositamente non ne userò molte per presentarvi questo nuovo consiglio di lettura: come sempre un albo illustrato sapientemente in cui con delicatezza e semplicità è possibile parlare di integrazione, di somiglianze e differenze, di situazioni politiche e sociali complicate.

“Ci piacerebbe venire nella vostra pagina…”

Anche se i protagonisti sono dei simpaticissimi “puntini” (o forse proprio grazie a questo!) è immediato riconoscersi, identificarsi, immaginare che dietro ad ognuno di essi c’è una persona: un bambino, una donna, un uomo, tante storie di vita… spesso difficili da comprendere.

Proprio quando non si trovano le parole per affrontare certi argomenti, che sia fra adulti o con i più piccoli, possiamo provare a “fare il punto” anche dentro noi stessi!

Un libro per tutti i bambini, anche quelli adulti!

Raccontare la disabilità e non solo…

Può capitare che qualche problema ci “caschi improvvisamente sulla testa”! E’ quello che è accaduto ad Antonino, il piccolo protagonista di questa storia curiosa:

“Il pentolino di Antonino” (I. Carrier – Kite Edizioni)

Il pentolino di Antonino

Lui trascina sempre con sé il suo pentolino, oggetto insolito, simbolo sia delle difficoltà quotidiane che non lo abbandonano mai, sia delle caratteristiche personali, che rendono Antonino unico e diverso da tutti gli altri. Solo lui ha QUEL particolare pentolino: non è semplice da gestire, lo impaccia nei movimenti e negli spostamenti, si frappone nel rapporto con le altre persone…

Ma Antonino non è solo questo: è affettuoso, sensibile, ha tante passioni, ha molte qualità personali, alcune piacciono altre un po’ meno. Ci sono giorni in cui vorrebbe tanto sbarazzarsi di quel piccolo/grande peso che porta con sé, ma non è possibile. Ci sono giorni in cui vorrebbe nascondersi da tutto e da tutti.

Sarà l’incontro con qualcuno di importante, sensibile e speciale come lui a restituirgli l’allegria, a permettergli di scoprire che se il pentolino non si può eliminare, si può trasformare da nemico in alleato, da limite in risorsa.

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Cosa si fa quando siamo chiamati a convivere con difficoltà quotidiane a volte pesanti e ineluttabili? Come si può stare accanto specialmente ai bambini che si trovano in condizioni simili? E ancora: come si può raccontare la situazione di qualcun altro senza mancare di rispetto, ma entrando in punta di piedi e valorizzandolo?

Credo che questo albo possa essere una via di comunicazione immediata e semplice per mettere a nudo contesti anche molto complessi. Il pentolino che Antonino porta con sé è metafora di qualsiasi condizione umana che in qualche modo “pesi” o sia di ostacolo alla persona che lo trascina: una disabilità fisica o psichica; un lutto; un modo di essere e una condizione esistenziale che fanno sentire esclusi, ai margini

In questo senso, siamo tutti coinvolti: ognuno con il proprio pentolino da portare, da trasformare in strumento di distinzione personale che può fare davvero la differenza, in positivo!


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