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In partenza il secondo ciclo di formazioni in ANFFAS Onlus Padova

Lo scorso anno sempre in autunno abbiamo cominciato un bel percorso con Anffas Onlus Padova: “In viaggio con la disabilità”, che ci ha portato ad approdare in tanti porti differenti. Abbiamo solcato le acque del mare delle emozioni,  abbiamo conosciuto le esperienze di genitori, fratelli, familiari di persone con disabilità, ci siamo chiesti come fare fronte a burrasche e cambiamenti e come poter utilizzare tutti gli strumenti di supporto psicologico di cui a volte si necessita per sostenersi.

Quest’anno dopo la pausa estiva il viaggio riparte, sempre rivolto ai soci, familiari degli ospiti dei centri diurni e operatori interessati alle tematiche proposte, che saranno le seguenti:

  • Le parole sono importanti: il linguaggio e gli strumenti per parlare di disabilità – lunedì 26 settembre
  • Al tuo fianco: il ruolo del caregiver di un familiare con disabilità, risorse e fatiche – lunedì 24 ottobre
  • Non solo siblings: la relazione tra fratelli e sorelle nella disabilità, ricchezza e fragilità – lunedì 28 novembre
  • Durante noi e dopo di noi: una progettualità nel presente per il futuro – lunedì 19 dicembre

Augurandoci che il viaggio resti sempre un modo per comunicare, per scoprire, per sentirsi meno soli e trovare nuove possibilità per migliorare le proprie vite, vi aspettiamo in sede Via Due Palazzi!

Con settembre una bella novità: collaborazione con INAIL PADOVA

Sono davvero felice di poter dare avvio ad una nuova e stimolante collaborazione e avventura professionale in un ambito di mio grande interesse come quello della presa in carico di persone con esperienze di disabilità. In questo caso, una disabilità acquisita e spesso traumatica per l’individuo e la sua famiglia, poiché incorsa a seguito di un infortunio sul lavoro.

Dal 1 settembre infatti è partita la convenzione con INAIL di Padova per fornire colloqui di supporto psicologico ai loro associati e assistiti nonché ai familiari, riproponendo ormai da anni un servizio aggiuntivo di grande rilievo per il benessere della persona a 360 gradi.

#STAYTUNED

ANFFAS PADOVA: LE PROPOSTE DEL 2022

La bella collaborazione avviata nel 2021 con Anffas Onlus Padova prosegue e si arricchisce di iniziative anche quest’anno!

Dopo la vivace partecipazione al ciclo di incontri “In viaggio con la disabilità” concluso proprio ieri, anche in occasione dei futuri  festeggiamenti per i 60 anni della Fondazione, abbiamo pensato ad una serie di proposte che possano accompagnare i singoli e le famiglie nei prossimi mesi!

  • Famiglie in cammino: un percorso di crescita personale ed esplorazione delle proprie esperienze di vita anche in merito alla disabilità, mettendosi in gioco creativamente! La proposta si rivolge ad un piccolo gruppo di familiari soci Anffas Padova (min. 8 partecipanti). Per informazioni: 049-8901188 dal lun al ven dalle 9.30 alle 13.

 

  • Sportello di consulenza e supporto psicologico: questo punto di ascolto è un’opportunità di accoglienza per i soci Anffas Padova che desiderassero confrontarsi privatamente con una psicologa, con l’obiettivo di orientarsi verso un maggior benessere nelle situazioni che richiedono particolare attenzione e cura. Per informazioni: 338-1212767

 

  • In viaggio con la disabilità – secondo ciclo di incontri: rivolto alle famiglie sui temi legati alla relazione fraterna nella disabilità, al ruolo del caregiver familiare, al linguaggio utilizzato per parlare di disabilità, ad una riflessione attenta sul presente e sul futuro dei nuclei familiari che vivono questa esperienza. Avvio previsto in autunno 2022, partecipazione libera. Per informazioni: 049-8901188 dal lun al ven dalle 9.30 alle 13.

Speriamo in questo modo di incontrare l’interesse e i bisogni di accoglienza, supporto e socialità delle famiglie, al centro del nostro pensiero e della nostra cura!

Non esitate a contattarci per ulteriori informazioni!

 

In viaggio con la disabilità: ciclo di incontri per le famiglie di Anffas Onlus Padova

Sono enormemente contenta di aver potuto dare avvio, finalmente in presenza, ad un bel ciclo di incontri formativi in collaborazione con Anffas Padova: Associazione nazionale per le famiglie con disabilità intellettiva e/o relazionale.

Attraverso questi 4 pomeriggi si intende dare voce e spazio alle emozioni, alle difficoltà e riflessioni delle famiglie e degli operatori, scaturite soprattutto dopo l’esperienza del Coronavirus che tanto ha limitato la socializzazione e la possibilità di ritrovarsi.
I fili conduttori della mia proposta alle famiglie di Anffas sono essenzialmente due:

  • la disabilità come esperienza particolare, diretta e indiretta, vissuta nella propria vita e affrontata da tanti punti di vista;
  • la metafora del viaggio che ci accomuna tutti come esseri umani, in cammino alla ricerca di un proprio senso nel mondo

Questi i temi che ci guideranno negli incontri:

27 SETTEMBRE 2021 “In partenza alla scoperta di sé: viaggio nel mare delle emozioni”
25 OTTOBRE 2021 “Compagni di viaggio: genitori, fratelli/sorelle, familiari, operatori… Tutti sulla stessa barca!”
29 NOVEMBRE 2021 “Cambiamenti di rotta: prepararsi alle criticità e agli imprevisti”
24 GENNAIO 2022 “Fare scalo per ripartire: un porto di sostegno”

Il primo appuntamento è stato un successo, guarda qualche scatto dell’evento! Tanta voglia di esprimersi, di raccontarsi, di condividere… non vedo l’ora di ritrovarci al secondo appuntamento!

23 marzo 2021: webinar “Essere fratelli nella disabilità” per genitori, educatori e insegnanti

Contenuti Formativi

Il legame fraterno è uno dei più significativi durante l’arco della vita. Ci sono casi in cui questo legame si caratterizza per la presenza in famiglia di un fratello o una sorella con disabilità di varia natura. Il ruolo degli altri figli, la relazione che si realizza tra loro e con i genitori e il mondo esterno (educatori, insegnanti…), possono diventare ancora più complessi e variegati e meritano un’attenzione particolare.

Cercheremo di esplorare tali esperienze uniche e personali dal punto di vista dei genitori e degli educatori esterni alla famiglia, per costruire insieme prospettive presenti e future e immaginare buone prassi che facilitino tutti coloro che, a vario titolo, sono immersi nell’esperienza e nel vissuto della disabilità.

  • Cosa significa essere fratelli nella disabilità? (Possibili implicazioni psicologiche, familiari, educative e sociali…)
  • Come essere facilitatori di pratiche inclusive?
  • SIB-LINKS: fare rete per sostenersi tutti

Incontro rivolto a

Genitori

Insegnanti

Educatori

Pedagogisti

Dettagli webinar

Data: 23 Marzo

Orario: 17.30 – 19.30

Costo: 20€

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI CLICCA QUI

IL CIRCO DELLA FARFALLA

Diretta Facebook: “SIBLINGS, essere FRATELLI nella DISABILITA'”

Con vero piacere accolgo l’invito da parte dell’Associazione

IL CIRCO DELLA FARFALLA di Verona

a prendere parte alla 💟 LIVE sulla loro pagina Facebook 💟

del prossimo LUNEDI 15 MARZO 2021 alle ore 18:00.

Una nuova opportunità per dialogare insieme sul tema 𝗦𝗜𝗕𝗟𝗜𝗡𝗚𝗦: 𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗙𝗿𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
Perchè è fondamentale soffermarsi su questa speciale relazione fraterna e dare voce a tutti i membri della famiglia?

Che ruolo hanno i fratelli e le sorelle nel caregiving (prendersi cura) del loro caro con disabilità?

Quali ripercussioni ci sono per la famiglia?

Vi aspettiamo numerosi per dialogare assieme! 💜

A questo link è possibile rivedere la registrazione della diretta!

RITORNA IL FESTIVAL DELLA DISABILITA’ CREATIVA, QUARTA EDIZIONE!

Ci RIPROVIAMO e ci RITROVIAMO!

Ecco la nuova data dell’appuntamento con il 4° festival della #disabilitàcreativa che era stato sospeso la scorsa primavera, in collaborazione con Fondazione Aida e Disability Freedom.

Sabato 17 ottobre saremo insieme presso l’Auditorium Vivaldi di Cassola (Vi) con tutte le misure di sicurezza necessarie, per parlare di #inclusione, di #amore, di #relazioni, di #esperienze di #vita!

Sono molto emozionata (è il caso di dirlo!) anche perchè avrò l’occasione di conoscere personalmente Maximiliano Ulivieri, pioniere italiano del diritto all’affettività e alla sessualità nella disabilità.

Vi aspettiamo!

Fratelli e sorelle di persone disabili: un contributo video per parlare di loro!

“I siblings [fratelli e sorelle di persone con #disabilità] hanno un bagaglio di vita ‘colorato’ in cui la disabilità è in qualche modo incarnata da un altro punto di vista, anche se non portata sulla propria pelle”.

Ecco un mio video contributo sul tema dei fratelli e sorelle di persone con disabilità che ho realizzato con molto piacere per la mia scuola di specializzazione in psicoterapia!

Evoluzioni sull’argomento, esperienze, progetti presenti e futuri per continuare a parlarne, a dare voce, a sfatare miti e tabù e costruire progetti di vita sereni e su misura per ogni membro della famiglia!

https://www.facebook.com/ScuolaPsicoterapiaCostruttivista/videos/613403699286221/

DURANTE E DOPO DI NOI: dalla legge alla clinica-Diretta Facebook

Questa foto (in cui siamo particolarmente concentrate!😉) è stata scattata più di un anno fa, in occasione del convegno che ci ha visto insieme per parlare di disabilità, dopo di noi, psicologia, diritto, collaborazioni…

Incontriamoci di nuovo online, in occasione della diretta del prossimo giovedì 18 giugno sulla pagina Giulia Franco: fratelli e sorelle di persone disabili, con l’avvocato Rossana Miotto.
Le famiglie con un’esperienza di disabilità sono state tra le più provate dalla recente emergenza COVID-19.

Crediamo che soffermarci sul presente per agevolare il futuro sia una delle risorse più utili per tutti su cui confrontarci.
#disabilità #dopodinoi #diritto #psicologia #presente #futuro

Di sogni, esperienze e raccolti fruttuosi: dialogo tra me professionista e persona

Stiamo tutti vivendo giorni, settimane che si trasformano in mesi decisamente fuori dalla famosa comfort zone: la personale “area comoda della vita” di cui noi psicologi parliamo spesso ai nostri clienti, considerando insieme la possibilità di guardare oltre, esplorare le aspettative e poi uscire per sperimentare gradualmente cosa c’è e cosa può accadere fuori. Oggi il panorama sembra capovolto. L’invito è quello a restare dentro ma non è così ovvio che quel “dentro”, salvifico da un lato, sia rassicurante e comodo per tutti.

Dentro alle proprie abitazioni nel migliore dei casi, dentro aree di isolamento preventivo, dentro agli ospedali, dentro alle case di cura, dentro alle zone rosse… Poi ci sono “dentro” metaforici ma con enormi ricadute pratiche: ad esempio stare dentro alle regole, apparentemente più stringenti del solito o forse semplicemente diverse ma che ci mettono a volte in grande difficoltà e discussione. E poi ci sono “dentro” più intimi: entrare dentro alle nostre paure, ai silenzi, alle incertezze, al nostro dolore, alla nostra fragilità, alla noia… Ma anche ritrovare passioni accantonate da tempo per mancanza di tempo, legami da ricostruire, progetti presenti e futuri da afferrare, assecondare la voglia di prendere una pausa da tutto…

Il contenitore siamo noi, il contenuto quindi è infinitamente soggettivo.

Questo lockdown, questo confinamento forzato oggi sta diventando un’esperienza condivisa, uno stop alla vita che conducevamo fino a poco fa e che se pur diversa, prima o poi riprenderà in maniera vagamente simile per la maggioranza della popolazione. Fatto salvo le tragedie umane che a causa del virus si stanno consumando e i cui effetti sociali ed economici si vedranno globalmente tra un po’ di tempo.

Ci auspichiamo di poter trarre più di un valido insegnamento per il futuro e ognuno di noi, come cittadino e come professionista, volge il faro ad illuminare ciò che più gli sta a cuore, l’area professionale di cui si occupa con le problematiche che si sollevano, ciò che vibra nelle sue corde e che lo orienterà creativamente per dare supporto e stare accanto con competenza a chi si rivolgerà a lui.

Illustrazione del fumettista Massimo Cavezzali

Ecco quindi che questa mattina ancor prima di svegliarmi, in quel dormiveglia strano in cui Morfeo dispensa gli ultimi regali prima del giorno, ho avuto una piccola ma potente epifania! Mi è apparso un numero, non da giocare al Lotto (che tra l’altro se ho ben capito è stato sospeso)! Il numero di un anno significativo della mia vita, non troppo tempo fa, in cui un evento personale ha richiesto una lunga difficile e dolorosa pausa dalle attività consuete così come le conoscevo. Una pausa a tempo indeterminato, nel senso che all’inizio non era possibile intravederne i confini; ci sono stati momenti in cui ho creduto che non si sarebbe più trattato di una pausa ma si sarebbe trasformata nella mia nuova condizione di vita. Mi veniva richiesto di fare i conti con l’evidenza di un importante cambiamento.

Esiste una fetta significativa di popolazione che sperimenta sensazioni simili tutti i giorni e da moltissimo tempo e vive oggi una duplice condizione: essere pericolosamente esposta al rischio di contagio (poiché più vulnerabile) e essere al contempo maggiormente “abituata” alla richiesta di quarantena che viene imposta, perché ahimè per loro non è un’eccezione ma quella condizione di vita che io stessa ho temuto. Sto pensando alle persone con una disabilità (sia essa cognitiva, motoria, sensoriale, congenita o acquisita), con una malattia cronica e/o degenerativa, con una patologia psichiatrica, che vivono per lo più in casa o nei centri di accoglienza, con a fianco i caregivers familiari e tutti gli operatori che sostengono i loro percorsi ri-abilitativi. Per loro spesso non esiste il vincolo di tempo di tre o quattro settimane per riprendere a immaginare una graduale normalità. Ogni singolo giorno è e sarà un traguardo: contemporaneamente speranza e sofferenza, scoperta e abbattimento, gioia nelle piccole cose e rammarico nei grandi rimpianti. A volte non hanno una cura farmacologica a loro immediata disposizione ma sono nel bel mezzo del viaggio di fiduciosa ricerca; ecco perché diventa ancor più essenziale e “curativa” la presenza, lo stare accanto, il supporto e l’intervento professionale che possiamo offrire loro, familiari compresi non dimentichiamolo.

Mi è apparso, dicevo, quell’anno stagliato sullo sfondo dei miei sogni e una voce in lontananza commentava: ciò che sul momento è sembrato un tracollo, si è rivelato poi un grande banco di prova! L’esperienza vissuta allora di restrizione delle libertà abituali, di dipendenza dall’aiuto degli altri, di assoluta incertezza sul futuro mi ricordano molto ciò che adesso è patrimonio di tutti; e questo livellamento mi accorgo che in realtà mi infonde fiducia. Fiducia nel fatto che forse potremo comprenderci di più; potremo immedesimarci ancora meglio nelle vite degli altri; potremo sentire, ad esempio, che una battaglia per conquistare determinati diritti non appartiene esclusivamente ad una categoria di persone poiché ciò che riguarda te riguarda in qualche misura anche me, se siamo connessi.

Da quella dura prova che ha rischiato di schiacciarmi, sono sbocciati percorsi alternativi molto fruttuosi: ho scelto con maggior decisione di occuparmi dell’universo disabilità, facendolo “da fuori e da dentro”, immergendomi cioè in prima persona anche negli aspetti più scomodi e dolorosi delle storie di vita. Mi sono conosciuta di più, ho tentato di prendere le distanze da tutto ciò che mi terrorizzava per poi necessariamente aver bisogno di riavvicinarmi a me stessa, caleidoscopio fatto dell’una e dell’altra forma. Personalmente sono stata molto fortunata: quell’esperienza critica è oggi un ricordo ma il senso che ha avuto per me resta senza tempo e indelebile. Ecco perché nutro fiducia nella capacità di adattamento creativo intrinseca nell’essere umano, nella possibilità di rinascere anche dalle ceneri più ardenti.

Noi psicologi e psicoterapeuti siamo oggi più che mai fortemente chiamati a crederlo, invitati a rivedere la nostra professione a servizio degli altri senza svilirla, svenderla o improvvisarla. Noi con le nostre ferite personali, con cui è bene fare i conti* non per cicatrizzarle con la forza ma per usarle assieme alle teorie, alle tecniche, alle competenze, agli aggiornamenti, per avvicinarci ancora di più alla comprensione dell’esperienza dell’altro, riconoscendo di poter “essere con”, senza sovrapporsi.

Forse è anche questa una delle sfide dell’esperienza pandemia, che assomiglia moltissimo alla sfida quotidiana di tutte le persone che soffrono per le più svariate condizioni accennate in precedenza:

scoprire di poter stare con noi stessi

accettando sia ciò che siamo

sia lo stupore di ciò che diventeremo.

[*In merito a questo c’è un bellissimo libro che mi sento di consigliare: Il guaritore ferito, di H. Nouwen]