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23 marzo 2021: webinar “Essere fratelli nella disabilità” per genitori, educatori e insegnanti

Contenuti Formativi

Il legame fraterno è uno dei più significativi durante l’arco della vita. Ci sono casi in cui questo legame si caratterizza per la presenza in famiglia di un fratello o una sorella con disabilità di varia natura. Il ruolo degli altri figli, la relazione che si realizza tra loro e con i genitori e il mondo esterno (educatori, insegnanti…), possono diventare ancora più complessi e variegati e meritano un’attenzione particolare.

Cercheremo di esplorare tali esperienze uniche e personali dal punto di vista dei genitori e degli educatori esterni alla famiglia, per costruire insieme prospettive presenti e future e immaginare buone prassi che facilitino tutti coloro che, a vario titolo, sono immersi nell’esperienza e nel vissuto della disabilità.

  • Cosa significa essere fratelli nella disabilità? (Possibili implicazioni psicologiche, familiari, educative e sociali…)
  • Come essere facilitatori di pratiche inclusive?
  • SIB-LINKS: fare rete per sostenersi tutti

Incontro rivolto a

Genitori

Insegnanti

Educatori

Pedagogisti

Dettagli webinar

Data: 23 Marzo

Orario: 17.30 – 19.30

Costo: 20€

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI CLICCA QUI

IL CIRCO DELLA FARFALLA

Diretta Facebook: “SIBLINGS, essere FRATELLI nella DISABILITA'”

Con vero piacere accolgo l’invito da parte dell’Associazione

IL CIRCO DELLA FARFALLA di Verona

a prendere parte alla 💟 LIVE sulla loro pagina Facebook 💟

del prossimo LUNEDI 15 MARZO 2021 alle ore 18:00.

Una nuova opportunità per dialogare insieme sul tema 𝗦𝗜𝗕𝗟𝗜𝗡𝗚𝗦: 𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗙𝗿𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
Perchè è fondamentale soffermarsi su questa speciale relazione fraterna e dare voce a tutti i membri della famiglia?

Che ruolo hanno i fratelli e le sorelle nel caregiving (prendersi cura) del loro caro con disabilità?

Quali ripercussioni ci sono per la famiglia?

Vi aspettiamo numerosi per dialogare assieme! 💜

A questo link è possibile rivedere la registrazione della diretta!

RITORNA IL FESTIVAL DELLA DISABILITA’ CREATIVA, QUARTA EDIZIONE!

Ci RIPROVIAMO e ci RITROVIAMO!

Ecco la nuova data dell’appuntamento con il 4° festival della #disabilitàcreativa che era stato sospeso la scorsa primavera, in collaborazione con Fondazione Aida e Disability Freedom.

Sabato 17 ottobre saremo insieme presso l’Auditorium Vivaldi di Cassola (Vi) con tutte le misure di sicurezza necessarie, per parlare di #inclusione, di #amore, di #relazioni, di #esperienze di #vita!

Sono molto emozionata (è il caso di dirlo!) anche perchè avrò l’occasione di conoscere personalmente Maximiliano Ulivieri, pioniere italiano del diritto all’affettività e alla sessualità nella disabilità.

Vi aspettiamo!

Fratelli e sorelle di persone disabili: un contributo video per parlare di loro!

“I siblings [fratelli e sorelle di persone con #disabilità] hanno un bagaglio di vita ‘colorato’ in cui la disabilità è in qualche modo incarnata da un altro punto di vista, anche se non portata sulla propria pelle”.

Ecco un mio video contributo sul tema dei fratelli e sorelle di persone con disabilità che ho realizzato con molto piacere per la mia scuola di specializzazione in psicoterapia!

Evoluzioni sull’argomento, esperienze, progetti presenti e futuri per continuare a parlarne, a dare voce, a sfatare miti e tabù e costruire progetti di vita sereni e su misura per ogni membro della famiglia!

…E i siblings? Un viaggio nel mondo di fratelli e sorelle di persone con disabilità

Il legame fraterno è uno dei più significativi e singolari che si possa sperimentare nell’arco di vita. Ci sono casi in cui questo legame si caratterizza in modo particolare per la presenza in famiglia di un #fratello o una #sorella con #disabilità di varia natura. Il ruolo degli altri figli si fa ancora più complesso, spesso lasciato nell’ombra. Questo video si prefigge di esplorarlo e valorizzarlo, per scoprire che la loro identità ed esperienza non si esauriscono nella definizione “sono fratello/sorella di…”.Video a cura della Dott.ssa Giulia Tortorelli Psicologa Psicoterapeutawww.giuliatortorelli.itTratto dall'articolo pubblicato sulla Rivista Italiana di Costruttivismo, Volume 4, Numero 1, Marzo 2016www.rivistacostruttivismo.it

Pubblicato da Scuola di Psicoterapia Costruttivista su Lunedì 22 giugno 2020

DURANTE E DOPO DI NOI: dalla legge alla clinica-Diretta Facebook

Questa foto (in cui siamo particolarmente concentrate!😉) è stata scattata più di un anno fa, in occasione del convegno che ci ha visto insieme per parlare di disabilità, dopo di noi, psicologia, diritto, collaborazioni…

Incontriamoci di nuovo online, in occasione della diretta del prossimo giovedì 18 giugno sulla pagina Giulia Franco: fratelli e sorelle di persone disabili, con l’avvocato Rossana Miotto.
Le famiglie con un’esperienza di disabilità sono state tra le più provate dalla recente emergenza COVID-19.

Crediamo che soffermarci sul presente per agevolare il futuro sia una delle risorse più utili per tutti su cui confrontarci.
#disabilità #dopodinoi #diritto #psicologia #presente #futuro

Di sogni, esperienze e raccolti fruttuosi: dialogo tra me professionista e persona

Stiamo tutti vivendo giorni, settimane che si trasformano in mesi decisamente fuori dalla famosa comfort zone: la personale “area comoda della vita” di cui noi psicologi parliamo spesso ai nostri clienti, considerando insieme la possibilità di guardare oltre, esplorare le aspettative e poi uscire per sperimentare gradualmente cosa c’è e cosa può accadere fuori. Oggi il panorama sembra capovolto. L’invito è quello a restare dentro ma non è così ovvio che quel “dentro”, salvifico da un lato, sia rassicurante e comodo per tutti.

Dentro alle proprie abitazioni nel migliore dei casi, dentro aree di isolamento preventivo, dentro agli ospedali, dentro alle case di cura, dentro alle zone rosse… Poi ci sono “dentro” metaforici ma con enormi ricadute pratiche: ad esempio stare dentro alle regole, apparentemente più stringenti del solito o forse semplicemente diverse ma che ci mettono a volte in grande difficoltà e discussione. E poi ci sono “dentro” più intimi: entrare dentro alle nostre paure, ai silenzi, alle incertezze, al nostro dolore, alla nostra fragilità, alla noia… Ma anche ritrovare passioni accantonate da tempo per mancanza di tempo, legami da ricostruire, progetti presenti e futuri da afferrare, assecondare la voglia di prendere una pausa da tutto…

Il contenitore siamo noi, il contenuto quindi è infinitamente soggettivo.

Questo lockdown, questo confinamento forzato oggi sta diventando un’esperienza condivisa, uno stop alla vita che conducevamo fino a poco fa e che se pur diversa, prima o poi riprenderà in maniera vagamente simile per la maggioranza della popolazione. Fatto salvo le tragedie umane che a causa del virus si stanno consumando e i cui effetti sociali ed economici si vedranno globalmente tra un po’ di tempo.

Ci auspichiamo di poter trarre più di un valido insegnamento per il futuro e ognuno di noi, come cittadino e come professionista, volge il faro ad illuminare ciò che più gli sta a cuore, l’area professionale di cui si occupa con le problematiche che si sollevano, ciò che vibra nelle sue corde e che lo orienterà creativamente per dare supporto e stare accanto con competenza a chi si rivolgerà a lui.

Illustrazione del fumettista Massimo Cavezzali

Ecco quindi che questa mattina ancor prima di svegliarmi, in quel dormiveglia strano in cui Morfeo dispensa gli ultimi regali prima del giorno, ho avuto una piccola ma potente epifania! Mi è apparso un numero, non da giocare al Lotto (che tra l’altro se ho ben capito è stato sospeso)! Il numero di un anno significativo della mia vita, non troppo tempo fa, in cui un evento personale ha richiesto una lunga difficile e dolorosa pausa dalle attività consuete così come le conoscevo. Una pausa a tempo indeterminato, nel senso che all’inizio non era possibile intravederne i confini; ci sono stati momenti in cui ho creduto che non si sarebbe più trattato di una pausa ma si sarebbe trasformata nella mia nuova condizione di vita. Mi veniva richiesto di fare i conti con l’evidenza di un importante cambiamento.

Esiste una fetta significativa di popolazione che sperimenta sensazioni simili tutti i giorni e da moltissimo tempo e vive oggi una duplice condizione: essere pericolosamente esposta al rischio di contagio (poiché più vulnerabile) e essere al contempo maggiormente “abituata” alla richiesta di quarantena che viene imposta, perché ahimè per loro non è un’eccezione ma quella condizione di vita che io stessa ho temuto. Sto pensando alle persone con una disabilità (sia essa cognitiva, motoria, sensoriale, congenita o acquisita), con una malattia cronica e/o degenerativa, con una patologia psichiatrica, che vivono per lo più in casa o nei centri di accoglienza, con a fianco i caregivers familiari e tutti gli operatori che sostengono i loro percorsi ri-abilitativi. Per loro spesso non esiste il vincolo di tempo di tre o quattro settimane per riprendere a immaginare una graduale normalità. Ogni singolo giorno è e sarà un traguardo: contemporaneamente speranza e sofferenza, scoperta e abbattimento, gioia nelle piccole cose e rammarico nei grandi rimpianti. A volte non hanno una cura farmacologica a loro immediata disposizione ma sono nel bel mezzo del viaggio di fiduciosa ricerca; ecco perché diventa ancor più essenziale e “curativa” la presenza, lo stare accanto, il supporto e l’intervento professionale che possiamo offrire loro, familiari compresi non dimentichiamolo.

Mi è apparso, dicevo, quell’anno stagliato sullo sfondo dei miei sogni e una voce in lontananza commentava: ciò che sul momento è sembrato un tracollo, si è rivelato poi un grande banco di prova! L’esperienza vissuta allora di restrizione delle libertà abituali, di dipendenza dall’aiuto degli altri, di assoluta incertezza sul futuro mi ricordano molto ciò che adesso è patrimonio di tutti; e questo livellamento mi accorgo che in realtà mi infonde fiducia. Fiducia nel fatto che forse potremo comprenderci di più; potremo immedesimarci ancora meglio nelle vite degli altri; potremo sentire, ad esempio, che una battaglia per conquistare determinati diritti non appartiene esclusivamente ad una categoria di persone poiché ciò che riguarda te riguarda in qualche misura anche me, se siamo connessi.

Da quella dura prova che ha rischiato di schiacciarmi, sono sbocciati percorsi alternativi molto fruttuosi: ho scelto con maggior decisione di occuparmi dell’universo disabilità, facendolo “da fuori e da dentro”, immergendomi cioè in prima persona anche negli aspetti più scomodi e dolorosi delle storie di vita. Mi sono conosciuta di più, ho tentato di prendere le distanze da tutto ciò che mi terrorizzava per poi necessariamente aver bisogno di riavvicinarmi a me stessa, caleidoscopio fatto dell’una e dell’altra forma. Personalmente sono stata molto fortunata: quell’esperienza critica è oggi un ricordo ma il senso che ha avuto per me resta senza tempo e indelebile. Ecco perché nutro fiducia nella capacità di adattamento creativo intrinseca nell’essere umano, nella possibilità di rinascere anche dalle ceneri più ardenti.

Noi psicologi e psicoterapeuti siamo oggi più che mai fortemente chiamati a crederlo, invitati a rivedere la nostra professione a servizio degli altri senza svilirla, svenderla o improvvisarla. Noi con le nostre ferite personali, con cui è bene fare i conti* non per cicatrizzarle con la forza ma per usarle assieme alle teorie, alle tecniche, alle competenze, agli aggiornamenti, per avvicinarci ancora di più alla comprensione dell’esperienza dell’altro, riconoscendo di poter “essere con”, senza sovrapporsi.

Forse è anche questa una delle sfide dell’esperienza pandemia, che assomiglia moltissimo alla sfida quotidiana di tutte le persone che soffrono per le più svariate condizioni accennate in precedenza:

scoprire di poter stare con noi stessi

accettando sia ciò che siamo

sia lo stupore di ciò che diventeremo.

[*In merito a questo c’è un bellissimo libro che mi sento di consigliare: Il guaritore ferito, di H. Nouwen]

Festival della disabilità creativa a Cassola: 27-29 febbraio

NOTA BENE: Segnalo che a seguito dell’emergenza sanitaria in corso causata dalla diffusione del nuovo COVID-19, per contenerne il contagio e per aderire strettamente alle linee guida diffuse dalle istituzioni, l’evento descritto in questo articolo è stato annullato e rimandato a data da destinarsi.

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Il prossimo 29 febbraio avrò il piacere e l’onore di essere tra gli ospiti di una bellissima serata all’interno della terza edizione del “Festival della disabilità creativa” di Cassola, promosso dal Comune in collaborazione con la

Fondazione Aida di Verona e l’associazione Disability Freedom.

Mettere assieme due parole così apparentemente distanti come “disabilità” e “creatività” è un insolito invito a riflettere su come ci approcciamo a questo tema, cosa ne pensiamo, cosa conosciamo o cosa non immaginiamo, quali risorse sono in grado di mettersi in moto nelle persone per sopravvivere e vivere al meglio delle proprie possibilità.

Estratto del TG BASSANO del 29 gennaio 2020

L’incontro con la disabilità, in qualunque circostanza della vita accada, rappresenta una sfida importante che richiede a tutti di adattarsi, evolvere, cambiare, scoprire, essere disponibili e creativi per reinventarsi.

In questa occasione particolare mi è stato affidato un compito di grande responsabilità: parlare di AMORE!

L’Amore non è uno ma multiforme e soggettivo, potente e terapeutico, elemento capace di aiutare a superare barriere fisiche e mentali. Ecco perché con un gioco di parole provocatorio in questo caso, mi piace definirlo “abile”: invita le persone ad essere attive protagoniste delle loro vite e delle loro relazioni anche quando sembrano esserci ostacoli decisamente difficili da affrontare.

L’Amore conforta ma non lascia tranquilli: esige benignamente che ci si dia da fare per vivere a pieno le proprie scelte; non può essere delegato ad altri, diventa responsabilità e ricompensa di ciascuno di noi.

L’Amore si esprime sempre attraverso un incontro. Con noi stessi, i primi ad essere chiamati ad amarci. Il nostro corpo, la nostra mente, le nostre emozioni… ci rendono unici nella nostra globalità. L’accoglienza e la conoscenza di ciò che siamo, in particolar modo nella disabilità, è una delle più potenti chiavi di volta per permettere l’accesso al nostro mondo più intimo, che può così entrare in contatto con quello degli altri. Dando vita a tutte le forme di Amore possibili: nella coppia, nella famiglia, nella genitorialità, nelle amicizie…

L’Amore è anche incontro di corpi, fisicità, contatto, tocco, scoperta, confini, piacere… Dimensioni complementari e spesso cariche di pudori e di tabù, specialmente se guardate attraverso gli occhiali della disabilità.

Per favorire una sempre maggiore e reale integrazione tra le persone; per far sì che le differenze non siano qualcosa da negare, da nascondere, da compatire… bensì da riconoscere e valorizzare nell’aiuto reciproco; per convivere con la diversità rendendola una ricchezza… l’Amore aiuta a comprendere, nel senso di prendere-con, tenere insieme tutte le apparenti contraddizioni e mescolarle a favore del singolo e del gruppo.

Vi aspetto numerosi per continuare a confrontarci e parlarne insieme, con Helga e Federico di Disability Freedom e con Maximiliano Ulivieri, docente e formatore nel campo del turismo accessibile per disabili e autore di LoveAbility, il primo libro italiano che affronta il tema dell’assistenza sessuale per disabili, una realtà consolidata in gran parte dell’Europa ma di cui il nostro Paese fatica a prendere atto.

Scarica il Comunicato stampa e la Locandina dell’evento!

Disabilità_Creativa_Terza_edizione_ComunicatoStampa 

Locandina

La relazione fraterna nella disabilità: dialoghi con i genitori.

Essere fratelli è una problema?

Avere un fratello/sorella con disabilità non è di per sé un problema, ma può costituire una condizione di “fragilità” che richiede attenzioni e cure particolari. La specificità della relazione fra i siblings (termine anglosassone con cui si identificano i fratelli e sorelle di persone con disabilità), pone in primo piano l’importanza di preservare il rapporto di fratellanza in quanto tale come esperienza di vita unica ed insostituibile nel percorso di vita della persona.

Cosa centrano i genitori?

Gli interventi e le proposte specifiche rivolte direttamente ai fratelli sono molto utili per sostenere i ragazzi nel loro percorso di crescita, senza dimenticarci dell’importanza che ricopre il ruolo dei genitori in questo processo. Con questo ciclo di incontri vogliamo iniziare a lavorare con loro. E’ nella famiglia che troviamo, infatti, le risorse fondamentali per preparare un terreno fertile di prevenzione e cura, le condizioni necessarie per consentire ai fratelli di contattare, condividere ed elaborare le proprie emozioni.

Una poesia di Gibran recita:

Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive,

i vostri figli sono lanciati in avanti.”

Il poeta descrive uno dei compiti più ardui e coraggiosi di un genitore: far sì che i figli realizzino se stessi anche, a volte, in modi molto diversi da come una mamma o un papà avrebbero immaginato. Stare accanto lasciando libertà, essere presenti immaginando il futuro. Rifletteremo su come favorire lo sviluppo di un rapporto di reciprocità tra fratelli nel rispetto della diversità, unicità e indipendenza di ciascuno.

DOVE – Centro Dadi, via Chioggia 2, Padova

QUANDO – Sabato 25 gennaio, 15 febbraio, 7 marzo 2020 dalle 16.00 alle 18.30

COSA FAREMO – Proponiamo un percorso attivo e partecipativo in cui:

  • acquisire delle nozioni sul tema della relazione fraterna nell’esperienza della disabilità
  • condividere liberamente riflessioni e vissuti sul proprio ruolo di genitori, per mettersi in gioco in maniera creativa
  • potenziare e valorizzare le proprie risorse personali e acquisire nuove competenze comunicative ed emotive

Vi aspettiamo per trascorrere insieme 3 pomeriggi formativi su un tema così complesso e di cui è importantissimo riuscire a parlare, per condividere le esperienze, uscire dal bozzolo e fare rete!

FRATELLI INVISIBILI: un nuovo appuntamento per parlare di siblings!

Quando un tema è caro per l’importanza che ricopre nelle nostre vite; quando la professionalità permette di esplorarlo con coraggio; quando si incontrano collaboratori con cui condividere proficuamente il percorso… nascono davvero delle belle opportunità!
Dopo il convegno che si è tenuto a Padova lo scorso 25 Maggio, ecco una nuova occasione di grande interesse sul tema disabilità che si svolgerà questa volta ad Arezzo:
FRATELLI INVISIBILI: la relazione fraterna nella disabilità
Un incontro aperto a tutti sull’argomento, in particolare con uno sguardo rivolto verso i siblings: fratelli e sorelle di persone con disabilità. Saremo presenti io e la collega Dott.ssa Giulia Franco, invitate dall’Associazione Autismo Arezzo per trattare questo tema che fa parte delle nostre vite e della nostra formazione.
L’appuntamento è per sabato 12 ottobre dalle 9:30 alle 12:30 presso la sala Piazza Grande dell’Hotel Continentale di Arezzo, ingresso libero ma gradita la prenotazione per i posti limitati:
autismo.arezzo@gmail.com
Allego la locandina scaricabile in fondo all’articolo e se si visita la mia pagina FB:
è possibile visionare il link all’evento.
Vi aspettiamo per vivere insieme una mattinata intensa che vedrà alternarsi momenti formativi, testimonianze e accompagnamento musicale!

FAMIGLIE E FRATELLI IN AZIONE: un convegno dedicato alla relazione fraterna nella disabilità

Il prossimo 25 maggio 2019 si terrà in provincia di Padova questo annuale convegno sul tema della relazione fraterna in situazioni di disabilità, promosso dalla collega Dott.ssa Giulia Franco in collaborazione con “Formiamo Impresa Sociale” e “Famiglie e abilità onlus”, due realtà locali molto attive per quanto riguarda la sensibilizzazione a certi temi sociali.

Loc_Convegno2019

E di sensibilizzazione non ce n’è mai troppa: l’universo disabilità, come amo definirlo, è ricco, complesso, diversificato, soggettivo, ancora per molti versi sconosciuto e per questo “spaventoso” o contornato di pregiudizi e conoscenze falsate.

Ecco perché diventa fondamentale poterne parlare nella collettività, portare fuori determinate tematiche dal silenzio e dal tabù, rendere bene comune le informazioni e le buone prassi per favorire una coesistenza civile e una integrazione realizzabile per tutti.

Queste sono state le premesse preziose con cui ho accolto con vero piacere l’invito della collega a partecipare al programma del convegno, portando un contributo tanto delicato quanto importante: uno sguardo sul “cosa sarà di mio figlio/mia figlia (o mio fratello/sorella) quando noi (genitori) non ci saremo più?”. La recente legge conosciuta come “Dopo di noi” ha posto l’attenzione sulla centralità di questa domanda, alla quale è necessario pensare nel presente per favorire un futuro quanto più sereno per tutti i membri della famiglia, nessuno escluso.

Sarà al mio fianco l’Avvocato Rossana Miotto, collaboratrice imprescindibile per affrontare correttamente e completamente la tematica, facendo dialogare la psicologia con il diritto, in una stretta congiunzione.

Nel volantino in allegato il programma completo e tutte le istruzioni per procedere con l’iscrizione obbligatoria.

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Vi aspettiamo numerosi!