Archivi categoria: Lutto

Con settembre una bella novità: collaborazione con INAIL PADOVA

Sono davvero felice di poter dare avvio ad una nuova e stimolante collaborazione e avventura professionale in un ambito di mio grande interesse come quello della presa in carico di persone con esperienze di disabilità. In questo caso, una disabilità acquisita e spesso traumatica per l’individuo e la sua famiglia, poiché incorsa a seguito di un infortunio sul lavoro.

Dal 1 settembre infatti è partita la convenzione con INAIL di Padova per fornire colloqui di supporto psicologico ai loro associati e assistiti nonché ai familiari, riproponendo ormai da anni un servizio aggiuntivo di grande rilievo per il benessere della persona a 360 gradi.

#STAYTUNED

Uno sguardo bambino: cosa è importante per noi?

Condivido un nuovo spunto letterario per grandi e piccoli (in questo caso preferibilmente accompagnati dai grandi per la portata del tema) che ho scoperto di recente e che ha toccato nuovamente le corde dell’emozione. Questa volta si tratta di un albo davvero molto particolare:

“Due ali”

(C. Bellemo, M. Di Giorgio – Ed. Topipittori)

Copertina: Il protagonista, il sig. Guglielmo, sta uscendo dalla porta di casa in una mattina di sole, con il suo annaffiatoio rosso, pronto a vivere una nuova giornata!

Protagonista un simpatico nonno (finalmente compaiono nelle nostre letture anche queste figure “mitiche”, così essenziali al giorno d’oggi per l’organizzazione di tante famiglie): è il Sig. Guglielmo, la cui vita e quotidianità vengono sconvolte da una scoperta alquanto singolare. Sotto al pesco del suo giardino, una mattina, sono spuntate DUE ALI! Si mescolano dentro di lui incredulità, curiosità, domande sull’origine di quel germe del tutto inaspettato. La sua affannosa ricerca di eventuali proprietari, in giro per la città, è del tutto vana, anzi, rischia di essere considerato un po’ fuori di testa per l’assurdità delle sua indagini:

“Qualcuno ha lasciato delle ali nel mio giardino?!”

Pagina dell'albo: il Sig. Guglielmo osserva perplesso il paio d'ali sotto al suo pesco, con aria interrogativa.

Ne è quasi intimorito, tanto che non si avvicina subito ma le scopre poco a poco, osservandole prima da lontano, poi prendendosene cura con rispetto e attenzione, come fossero una pianta rara e preziosa. Fino a quando, ripescando nelle memorie della sua gioventù, nei ricordi della sua vita in quella casa, accade un piccolo miracolo. Il Sig. Guglielmo rivede se stesso bambino, con la magia, la fantasia e la fiducia nella vita che possedeva allora, con i sogni, le speranze, le emozioni vivide e limpide che i bambini sanno esprimere… Rivede se stesso una notte, di nascosto, sotterrare proprio sotto all’allora piccolo pesco del giardino una scatola con la

“FORMULA MAGICA PER FAR SPUNTARE LE ALI NEI GIARDINI”!

Pagina dell'albo: il piccolo Guglielmo bambino esce furtivo di casa, una notte di tanti anni prima, con in mano la sua scatola del tesoro da sotterrare vicino al giovane pesco.

Cosa conteneva quella scatola? Piccoli oggetti di vita quotidiana di un bambino, semplici ma essenziali, intrisi di affetti, di ricordi di momenti importanti, di relazioni… un fazzoletto, una foto, un guanto condiviso, una monetina “d’oro”…

Da queste RADICI identitarie, quelle che si costruiscono fin da piccoli, quelle grazie alle quali diventiamo giorno dopo giorno noi stessi, sono “nate” le ALI del Sig. Guglielmo. Le aveva dimenticate, un po’ come accade a molti di noi, ormai adulti. Quando mettiamo da parte quel bambino che siamo stati, rischiamo di dimenticare cosa è importante per noi; restiamo ben ancorati alla Terra considerando i sogni, i desideri e i sentimenti delle cose di poco conto o irrealizzabili. Ma è anche grazie alle proprie Ali, diverse per ciascuno, che possiamo riscoprire la leggerezza e il piacere nella vita, i talenti e le passioni che ci contraddistinguono, il senso che vogliamo dare alla nostra esistenza. Il Sig. Guglielmo, forse anche grazie alla saggezza dei suoi anni, è riuscito a sintonizzarsi con tutto ciò. E, in un finale toccante che lascia aperte moltissime interpretazioni, ha il coraggio di indossare le sue Ali e spiccare il volo, con la consapevolezza della sua vita e una serenità che lo rendono FELICE.

Pagina dell'albo: Visione dall'alto di un panorama cittadino pacifico e dai colori tenui, sopra cui il Sig. Guglielmo si libra in volo.

Una poesia in prosa, questo albo può aiutare a riflettere sul tema del senso della vita e della morte, sulla propria identità, sull’importanza dei ricordi per raccontare chi siamo e chi vogliamo diventare. E’ un libro “trans-generazionale”, che pur avendo un solo protagonista, parla di e con tutte le generazioni. Mette in connessione le tante età di una persona che spesso tendiamo a considerare separate, spezzettate e che siamo invitati a integrare per ri-conoscersi sempre e ricordarci chi siamo, partendo da chi siamo stati.


Se la recensione e il libro ti sono piaciuti, condividi l’articolo sui tuoi social!

Se vuoi saperne di più su questo albo o altri albi o sulla narrazione e letteratura per bambini e adulti, contattami in privato!

Dai uno sguardo anche alla sezione SERVIZI del sito, in particolare GENITORIALITA’ E RELAZIONE CON I FIGLI.

Per ogni vuoto c’è un pieno!

Il retro di copertina di questo intensissimo albo illustrato recita così:

La vita è piena di incontri. E anche di perdite.

Alcune insignificanti, come quando si perde una matita o un foglietto.

Ma alcune sono importanti, come la perdita di qualcosa a cui si tiene, della salute o di qualcuno che si ama.

Questa storia ci parla della nostra capacità di resistere, di superare le avversità, di trovare il senso della vita”.

“Il buco”

(A. Llenas – Ed. Gribaudo)

Il buco

Copertina: la bambina protagonista si presenta sorridente, con il suo grande buco bianco sulla pancia!

E’ proprio quello che accade alla protagonista, una bambina come tante che vive in una città come tante e conduce una vita comune, ma che all’improvviso scopre di avere un grosso buco nella pancia, che le provoca vari malesseri, per giunta crescenti, ai quali non riesce a trovare nessun rimedio! I suoi tentativi, seppur creativi, vanno a vuoto poiché mirano a “tappare” quel buco con qualcosa di esterno a se stessa, un palliativo, una toppa che all’inizio sembra dare sollievo ma non fa che nascondere…

E il buco rimane!

Il buco1

Pagina dell'albo: la bambina non sorride più, sembra triste con i suoi vestiti invernali e sente che anche il vento freddo e gelido passa attraverso il suo grande buco nella pancia...

Quante volte ci capita di soffrire profondamente in relazione a qualcosa o a qualcuno, anche a noi stessi, e di cercare soluzioni a quel dolore che leniscono per un po’, ma non ci fanno trovare una nuova, duratura serenità. Il nostro corpo ci parla in tanti modi, i nostri pensieri possono diventare pesanti, confusi, intrusivi…

Ma proprio quando tutto sembra ormai definitivamente perduto, accade un piccolo/grande cambiamento di programma. Lo potremmo chiamare ASCOLTO DI SE STESSI, sintonizzazione con l’interno di noi, MUTAMENTO non tanto delle cose o delle situazioni che spesso non possiamo realmente cambiare, ma DEL SIGNIFICATO CHE NOI VI ATTRIBUIAMO, del senso che diamo a quel dolore, a quell’esperienza e a come poterla utilizzare. Nella storia della piccola protagonista è proprio lì che si annida la magia…

Il-buco-2

Pagina dell'albo: la bambina appare nuovamente serena, dal suo buco nella pancia escono forme, colori, fuochi d'artificio. "Ed ecco che piano piano il buco divenne sempre più piccolo"

La RESILIENZA è la capacità di reagire costruttivamente e fare fronte alle avversità della vita, attinge alle nostre qualità personali, alla rete di sostegno che creiamo attorno a noi, alla capacità di ridisegnare il presente e il futuro nonostante il passato o meglio partendo da esso e riscrivendo nuove storie.

Il buco nella pancia (curioso… corrisponde proprio al nostro ombelico, fonte della vita e ponte simbolico tra il dentro e il fuori di noi) si trasforma quindi da origine di sofferenza a scrigno di creatività, ci connette e ci avvicina a tutti gli altri esseri viventi, ciascuno con il proprio buco, con i propri dolori e con la propria storia. Ci rende simili, diversi e protagonisti delle nostre scelte quotidiane. Può rappresentare un lutto, un passaggio di vita difficile, una perdita metaforica di parti di sé, una rinuncia, un fallimento, una violenza, un silenzio sofferto, una rottura lenta o improvvisa, un abbandono… qualsiasi tipo di crisi e cambiamento vissuto con dolore e che merita di essere medicato, curato, ascoltato, elaborato nel tempo.

Dal mio punto di vista questo albo profondo e delicato racconta un aspetto del lavoro che è possibile fare con l’affiancamento di uno psicologo: aiutare a scoprire e “dare senso” ai propri buchi nella pancia, per poterli utilizzare come veri e propri mondi magici!


Se la recensione e il libro ti sono piaciuti, condividi l’articolo sui tuoi social!

Se vuoi saperne di più su questo albo o altri albi o sulla narrazione e letteratura per bambini e adulti, contattami in privato!

Dai uno sguardo anche alla sezione SERVIZI del sito, in particolare GENITORIALITA’ E RELAZIONE CON I FIGLI.