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EFFETTO DOMINO! Una miniserie per parlare di emozioni

E’ tanto difficile, almeno per me, pubblicare buone notizie, grandi novità, esperienze di cui essere orgogliosi… in un momento in cui ovunque guardiamo siamo circondati da ingiustizie, atrocità, dolore e sofferenza di tanti altri esseri umani come noi.

Tutto quello che di bello accade nella vita sembra passare in secondo piano e si crea quasi imbarazzo e pudore al pensiero di poter gioire di un traguardo personale o professionale raggiunto e di volerlo condividere con gli altri.

Accanto al doveroso rispetto per gli eventi del Mondo e dell’Uomo, al contempo sento che c’è tanto bisogno (nonostante o proprio per quello che viviamo) di parlare di bellezza, di speranza, di creare comunità e comunicazione buona e sana che restituisca fiducia e che crei legami di valore. Ognuno lo può fare nel proprio quotidiano con quello che ha e soprattutto con quello che è.

Anche noi nel nostro “piccolo” ci abbiamo provato, inseguendo e realizzando un sogno  che è divenuto realtà grazie a collaborazione, stima, creatività, unione di competenze, voglia di trasmettere un messaggio collettivo volto alla cura di se stessi e delle proprie relazioni.

E’ così che è nata EFFETTO DOMINO: la miniserie tv sulle emozioni in 5 puntate attualmente disponibili gratuitamente sulla piattaforma Infinity di Mediaset. La proposta cade all’interno della campagna 2025 che Mediaset per il futuro ha lanciato in favore del benessere psicologico della popolazione, con particolare attenzione al grande tema dell’Educazione affettiva.

Ho avuto il piacere e l’onore di essere coinvolta come consulente psicologa (insieme alla collega e amica Dott.ssa Elisa Gabbi) in questa nuovissima ed entusiasmante avventura dai due attori e registi Marco Cortesi e Mara Moschini, autori di innumerevoli realizzazioni teatrali, cinematografiche, podcast e altre stupende serie TV.

Non è stato scontato creare tutti insieme un prodotto che allo stesso tempo fosse innovativo, coinvolgente, corretto e utile da un punto di vista scientifico e psicologico, accattivante per il linguaggio dei media… Anche solo “scegliere” di quali emozioni parlare nella grande tavolozza di possibilità ha richiesto attente valutazioni e una sfida costruttiva con noi stessi e con l’emittente che ci ha dato fiducia e ci ha sempre incoraggiato.

Quindi ecco qui un piccolo trailer introduttivo:

Ed ecco le protagoniste delle nostre puntate:

  1. Rabbia
  2. Ansia
  3. Gelosia
  4. Senso di colpa
  5. Invidia

Cinque emozioni umane universali che “fanno un po’ storcere il naso”, che sono ancora dei tabù, di cui è difficile parlare e confrontarsi apertamente anche se sono esperienza di tutti. Le scommesse che abbiamo fatto sono tante:

  • poter fornire informazioni adeguate su ognuna di loro, scoprendo come da “nemiche” possano rivelarsi utili “alleate” per la conoscenza di sé e il miglioramento della propria vita e delle proprie relazioni
  • invitare 30 partecipanti, perfettamente sconosciuti tra di loro, a dialogare a coppie attraverso delle domande-stimolo create appositamente per ogni emozione, per facilitare l’incontro, rompere il ghiaccio, raccontarsi, scoprirsi… abbracciarsi!
  • trasmettere il concetto che non solo è “normale” provare emozioni di qualunque tipo e altrettanto poterne parlare, ma è anche salutare farlo nell’ottica di conoscere sempre meglio il proprio mondo interiore, socializzarlo traendo beneficio da scambi autentici e costruttivi, imparare a gestire non tanto l’emozione quanto il proprio comportamento in merito.

Perché, come afferma lo slogan:

SIAMO LE NOSTRE EMOZIONI

MA SIAMO ANCHE LE NOSTRE SCELTE!

Buona visione!

In viaggio con la disabilità: ciclo di incontri per le famiglie di Anffas Onlus Padova

Sono enormemente contenta di aver potuto dare avvio, finalmente in presenza, ad un bel ciclo di incontri formativi in collaborazione con Anffas Padova: Associazione nazionale per le famiglie con disabilità intellettiva e/o relazionale.

Attraverso questi 4 pomeriggi si intende dare voce e spazio alle emozioni, alle difficoltà e riflessioni delle famiglie e degli operatori, scaturite soprattutto dopo l’esperienza del Coronavirus che tanto ha limitato la socializzazione e la possibilità di ritrovarsi.
I fili conduttori della mia proposta alle famiglie di Anffas sono essenzialmente due:

  • la disabilità come esperienza particolare, diretta e indiretta, vissuta nella propria vita e affrontata da tanti punti di vista;
  • la metafora del viaggio che ci accomuna tutti come esseri umani, in cammino alla ricerca di un proprio senso nel mondo

Questi i temi che ci guideranno negli incontri:

27 SETTEMBRE 2021 “In partenza alla scoperta di sé: viaggio nel mare delle emozioni”
25 OTTOBRE 2021 “Compagni di viaggio: genitori, fratelli/sorelle, familiari, operatori… Tutti sulla stessa barca!”
29 NOVEMBRE 2021 “Cambiamenti di rotta: prepararsi alle criticità e agli imprevisti”
24 GENNAIO 2022 “Fare scalo per ripartire: un porto di sostegno”

Il primo appuntamento è stato un successo, guarda qualche scatto dell’evento! Tanta voglia di esprimersi, di raccontarsi, di condividere… non vedo l’ora di ritrovarci al secondo appuntamento!

ALFABETO DELLE EMOZIONI

A come Amore… e poi?

Amicizia, Affetto, Avversione, Alterazione, Agitazione…

E di Euforia e di Entusiasmo.

F di Felicità, Frustrazione, Furia…

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Non si tratta di un mero esercizio di conoscenza del vocabolario italiano! Se pensiamo all’esclamazione “Che emozione!”, che ci sarà capitato di dire in occasioni particolari delle nostre vite, quante sfumature del tutto personali possiamo distinguere al suo interno? E’ come se EMOZIONE fosse un grosso contenitore di esperienze variegate, connotate da noi stessi positivamente e negativamente… e cos’altro? Sappiamo distinguere fra loro gli stati d’animo che proviamo? Non è così scontato.

Immaginiamo di trovarci davanti ad uno scrigno pieno di pietre preziose: probabilmente alcune (le più famose per tutti) siamo in grado di riconoscerle, spiccano fra le altre per colore, brillantezza, forma, dimensioni. Così possiamo separare facilmente un rubino da uno smeraldo, un diamante da un lapislazzulo… Ma che dire delle pietre “meno conosciute”? Sono pur sempre preziose ed importanti, ma probabilmente facciamo più fatica a caratterizzarle, si perdono nel mucchio con le particolarità che le rendono uniche e specifiche.

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Possiamo provare a spostare la metafora sulle nostre emozioni: può essere che quelle di cui abbiamo fatto più esperienza nella nostra vita, quelle che consideriamo più piacevoli, più “utili”… oppure le così dette “emozioni primarie”, ci siano maggiormente familiari: gioia, rabbia, tristezza, paura, disgusto… Innumerevoli studi le annoverano come “emozioni innate ed universali”, l’A B C dei nostri stati d’animo. Nel panorama ricco dei nostri sentimenti, alcuni quindi sembrano spiccare nettamente come i rubini e gli smeraldi di prima.

rich_insideout_footer_33eb9119Non sempre però è così immediato riconoscere e descrivere come ci sentiamo. Può capitare che convivano dentro di noi, contemporaneamente, più stati d’animo, anche apparentemente contraddittori; così come, in circostanze particolari, possiamo sentirci confusi e incapaci di esprimere chiaramente a noi stessi e agli altri le nostre emozioni. Una sorta di nebbia in cui fatichiamo ad orientarci. Qui compaiono le sfumature… l’alfabeto con cui ci stavamo esercitando all’inizio! E allora la Rabbia può distinguersi dal Rancore, la Paura si può affiancare al Pudore, il Disgusto può prendere a braccetto il Dissenso…

A cosa ci serve saperci muovere con dimestichezza dentro noi stessi?

Sicuramente a dissipare un po’ quel senso di vaghezza, di indeterminazione, di confusione che a volte ci disorienta. Come dire: se in mezzo alla nebbia abbiamo a disposizione una mappa del territorio, possiamo capire meglio dove ci troviamo; e se oltre alla mappa ci dotiamo di una bussola, possiamo scegliere la direzione da prendere con maggior decisione. Ascoltandoci e soffermandoci su ciò che ci accade, interrogandoci sul senso che noi vi attribuiamo, costruiamo il nostro “senso dell’orientamento emotivo”. Possiamo accorgerci meglio di cos’è che ci suscita una determinata emozione, del perché proprio in quel momento o sempre con quella persona, di come reagiamo, di cosa non facciamo…

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Un passaggio ulteriore può essere un mutamento di prospettiva rispetto a cosa pensiamo delle emozioni. Ad esempio: ci sarà capitato di vivere situazioni in cui ci accorgiamo che quasi in automatico scatta in noi una reazione ad un certo evento. Può sembrare quindi che l’emozione sia di per sé un dato di fatto immutabile, che arriva causata dall’esterno e su cui abbiamo poco potere. Ma se ci soffermiamo sui dettagli personali e sulle sfumature emotive di cui prima, possiamo scoprire che la rabbia che provo io è un sentimento magari simile o magari molto diverso dalla rabbia che prova un mio caro. Il nome è lo stesso, cambia il significato, il modo di manifestarla, il giudizio che ne abbiamo. Così l’emozione non è più molto oggettiva: in qualche modo dipende da me e dalla mia storia personale. Ed io, conoscendo la Mia Rabbia, posso non sentirmi più succube della stessa, ma decidere come utilizzarla.

Questa consapevolezza ci sostiene anche nel vivere le nostre relazioni quotidiane, che possono cambiare a loro volta. Le emozioni infatti rappresentano un modo di interpretare noi stessi e gli altri che ci guida nell’agire di tutti i giorni. Siamo costantemente immersi nel processo emotivo: più che uno stato potremmo immaginarlo come un flusso in continuo mutamento, che coinvolge allo stesso tempo pensieri, azioni, progettazione, ricordi. Come ci sentiamo si connette a come ci comportiamo e viceversa. Lo stesso vale per chi ci circonda. Grazie all’incontro/scontro di questi mondi, i nostri rapporti personali si tingono di sfumature emotive diverse: con il partner, i figli, i genitori, i colleghi, il commesso al supermercato…

Le nostre relazioni che colori hanno?

Si apre poi un altro aspetto importante: come giudichiamo le nostre emozioni. Ci sono quelle buone e quelle cattive? Quelle da scacciare e quelle da preferire? Cosa ce le fa categorizzare in un modo o nell’altro? Cosa implica soffocarne alcune, dissimularne altre, esteriorizzare con enfasi quelle magari socialmente più accettate? C’è differenza fra il mondo emotivo di un uomo e di una donna, di un bambino?…

…Quante domande, accennando appena ad un argomento per certi versi davvero inflazionato, ma ancora così estremamente complesso e affascinante! Credo valga la pena continuare ad interrogarsi sul significato che diamo alla nostra esperienza emotiva: non per trovare “etichette uguali per tutti” che descrivano la media dell’uomo comune, ma per provare ad esplorare il proprio universo emotivo e scoprire di quali sfumature personali è fatto, per poter affrontare le situazioni quotidiane muniti di mappe e bussole utili prima di tutto a noi!


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Ottobre psicologico al Centro Kwoon – Arti del Benessere

Con piacere si rinnova la collaborazione con il Centro Kwoon, in via Panà 56/A a Padova.

La proposta è quella di dedicare un mese ad iniziative che abbraccino oltre alla sfera corporea e meditativa delle arti orientali anche la sfera psicologica, in stretta connessione fra loro.

Con la collega Eleonora Soffiato saremo presenti come InterAzione in ben tre occasioni, diversificate e interattive.

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Condurremo due KWOON…VERSAZIONI, sulla scia dell’interesse riscosso in primavera, su nuovi temi:

  1.  Andare (in)contro: dal conflitto al confronto costruttivoLunedì 3 ottobre ore 21.00
  2. EmAzioniamoci: conoscere le emozioni per agire consapevolmente Lunedì 10 ottobre ore 21.00

Il weekend di sabato 22 e domenica 23 ottobre sarà invece dedicato a

DREAM IN PROGRESS…

un LABORATORIO CREATIVO SU E CON I SOGNI!

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Tutte le informazioni dettagliate sugli incontri, le modalità di iscrizione, costi, etc. nelle locandine qui scaricabili o sul sito del centro.

Locandina kwoonversazioni

Locandina Dream in progress

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

Il colore dei sentimenti

Che il sentimento dell’Amore (inteso in questo caso prevalentemente come Amore di coppia) sia nel senso comune rappresentato con il colore ROSSO è ormai un abbinamento quasi automatico. Sarà perché è considerata una tinta vivace che non passa certo inosservata, come certi amori travolgenti; sarà per la simbologia legata al cuore, sede metaforica delle emozioni più forti e decise; negli anni il rosso è diventato anche il colore della lotta al femminicidio, reato purtroppo ancora così diffuso a livello nazionale e mondiale… L’Amore in ogni caso è spesso rappresentato come un sentimento impetuoso, travolgente.

Nell’albo di cui parlo oggi invece, tutte queste caratteristiche si mescolano ad una delicatezza ed essenzialità uniche nel loro genere. Il testo ha la capacità di parlare d’Amore in punta di piedi, non sminuendone la portata, anzi se possibile aumentando il phatos.

“Rosso come l’amore”

(Valentina Mai – Kite Edizioni)

Rossocomelamore

Copertina: un simpatico uccellino tondo e rosso corre lungo un filo che divide l'albo a metà.

Poche e semplici parole, sostenute nel loro significato da illustrazioni altrettanto nitide, pulite e dirette, accompagnano il lettore, piccolo o grande che sia, nel labirinto del misterioso sentimento. A volte difficile da trovare, mutevole; a volte ingannevole e sfuggente, altre ammiccante e illusorio.

Dare una definizione dell’Amore non è la pretesa di questo testo. Piuttosto fra le sue pagine è possibile riconoscersi nel proprio, personale percorso di ricerca: si riflette, ci si interroga (per me l’Amore cos’è?), si sorride, si resta di stucco.

Compaiono temi di grossa portata ma tracciati con estrema delicatezza: in Amore ci si può ACCONTENTARE? Sappiamo di cosa o di chi andiamo in cerca e perché? Amiamo prima di tutto noi stessi?… Ogni pagina evoca una domanda, una riflessione, senza fornire risposte preconfezionate. Di questa curiosa e complessa esplorazione, appare piuttosto lampante almeno una cosa:

“Per trovare l’amore bisogna innanzi tutto cercarlo!”

Pagina dell'albo: l'uccellino in volo osserva un bersaglio del tiro con l'arco, al centro c'è una freccia piantata proprio in mezzo ad un cerchio rosso, che assomiglia a lui!

Sembra scontato, ma sottolinearlo ci ricorda che siamo sempre parte attiva delle nostre scelte e anche di ciò che ci capita. Può giocarci un pizzico di “fortuna” o casualità negli incontri della vita, ma noi possiamo cogliere quella casualità e condurla nella direzione che più ci rappresenta e ci appartiene. Se siamo aperti all’incontro, stiamo dando agli altri la disponibilità a lasciarci incontrare!

Come suggerisce il saggio uccellino, forse per arrivare a scoprirsi e sentirsi bene in due, è importante prendersi il tempo per fare prima una cosa…

“Improvvisamente ho capito che dovevo fermarmi… e cominciare a guardarmi dentro…”

Pagina dell'albo: due uccellini rossi sono posati uno accanto all'altro sul filo della luce, insieme!

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