Archivi categoria: Psicologia

CHE STORIA E’ QUESTA? Appuntamenti in Libreria!

Dal 25 novembre al 4 dicembre si svolgerà la seconda edizione della Settimana dell’Informazione Psicologica indetta dall’Ordine Psicologi Veneto per avvicinare al mondo della psicologia e sensibilizzare la popolazione sui molteplici ambiti di interesse e di intervento di questa disciplina.

Moltissimi gli appuntamenti in programma in tutta la città! Con la collega Eleonora Soffiato e la Professoressa Donatella Lombello parteciperemo con il primo di due incontri previsti per il ciclo

SERATE IN LIBRERIA – appuntamenti alla Mondadori di Padova

Lunedì 28 novembre 2016 ore 18.00-19.00:

“Che storia è questa?

Incontro-dialogo alla scoperta del valore della narrazione”!

Per visualizzare l’evento visita la Pagina Facebook dedicata.

Scarica la LOCANDINA dell’incontro che-storia-e-questa!

In partenza Corsi e Laboratori a Selvazzano!

Il Comune di Selvazzano attraverso l’iniziativa “Corsi della Selva” anche quest’anno propone alla cittadinanza una serie di occasioni formative e di svago davvero molto variegate.

E’ in partenza quindi a fine ottobre il primo di 4 percorsi che ho proposto, visionabili a pag. 23 dell’opuscolo illustrativo (reperibile a breve sulla home page del sito del Comune e scaricabile in fondo a questo articolo).

“S-CON-TROVARSI: da relazioni conflittuali a relazioni efficaci”

Il tema del conflitto negli scambi quotidiani assume una rilevanza cui spesso non pensiamo. Cosa significa per ciascuno di noi “scontrarsi” con l’altro, litigare, essere in disaccordo? Che tipo di emozioni viviamo quando accade? E’ un’esperienza frequente nelle nostre vite? Cerchiamo di evitarla il più possibile? Come possiamo trasformare un passaggio a volte difficile in uno strumento utile alla nostra crescita ed evoluzione personale?

Nel ciclo di incontri dedicati rifletteremo su questi ed altri interrogativi che ci toccano da vicino poiché guidano in qualche modo il nostro agire; esploreremo e sperimenteremo in piccolo gruppo percorsi alternativi; proveremo a conoscerci ed incontrarci attraverso un confronto aperto e libero.

Date: 26 ottobre / 2 novembre / 9 novembre / 16 novembre 2016
dalle ore 20.00 alle 22.00 – Costo e 28,00
Sede degli incontri:
Centro Civico “Presca”
Via Colombo, 1 – San Domenico

Modalità d’iscrizione
1) compilare il modulo riportato nell’ultima pagina dell’opuscolo;
2) recapitare il modulo alla Biblioteca Comunale di Selvazzano, anche tramite fax / e-mail;
3) alla conferma di avvio del corso effettuare il pagamento e trasmetterne l’attestazione alla Biblioteca Comunale anche via fax / e-mail

Modalità di pagamento quota corso/i
I versamenti possono essere effettuati tramite:

-conto corrente postale n. 11342359
-bonifico postale codice IBAN n. IT06X0760112100000011342359
-bonifico bancario cod. IBAN n. IT76B062251218606700007648B

Intestati a: “Comune di Selvazzano Dentro – Servizio di Tesoreria”
Causale: scrivere il nome del corso o dei corsi.

Se non si raggiunge il numero minimo, il corso non sarà attivato e ne sarà data comunicazione in tempo utile. In caso di rinuncia si prega di darne comunicazione prima dell’inizio del corso. Il rimborso della quota di partecipazione è previsto esclusivamente in caso di annullamento di un corso o di errato versamento.

Scarica l’opuscolo completo:

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Raccontare la disabilità e non solo…

Può capitare davvero a tutti che qualche problema ci “caschi improvvisamente sulla testa”! E’ quello che è accaduto ad Antonino, il piccolo protagonista di questa storia curiosa:

“Il pentolino di Antonino”

(I. Carrier – Kite Edizioni)

Copertina: Antonino, un piccolo ippopotamo, trascina dietro di sé il suo pentolino rosso.

Lui trascina sempre con sé il suo pentolino, oggetto insolito, simbolo sia delle difficoltà quotidiane che non lo abbandonano mai, sia delle caratteristiche personali, che rendono Antonino unico e diverso da tutti gli altri. Solo lui ha QUEL particolare pentolino: non è semplice da gestire, lo impaccia nei movimenti e negli spostamenti, si frappone a volte nel rapporto con gli altri che lo guardano con imbarazzo o con paura o infastiditi o semplicemente curiosi… Quel pentolino può rendersi così evidente da oscurare tutto il resto.

Pagina dell'albo: Antonino e il suo pentolino passano in mezzo a una mamma e un bambino, incuriositi... "Ma spesso la gente vede soltanto il pentolino che lui trascina dappertutto. Lo trova strano..."

Antonino però non è solo questo: è affettuoso, sensibile, divertente, ha tante passioni, ha molte qualità personali, alcune piacciono altre un po’ meno com’è normale che sia. Ci sono giorni in cui vorrebbe tanto sbarazzarsi di quel piccolo/grande peso che porta con sé, ma non è possibile. Ci sono giorni in cui vorrebbe nascondersi da tutto e da tutti…

Sarà l’incontro con qualcuno di importante, sensibile e speciale come lui a restituirgli non solo l’allegria ma soprattutto la POSSIBILITA’ e la speranza, a permettergli di scoprire che se il pentolino non si può eliminare, si può trasformare da nemico in alleato, da limite in risorsa. Con l’aiuto e la collaborazione di tutti.

Pagine dell'albo: la "persona speciale" che Antonino ha conosciuto canta con lui "Fra Martino campanaro", giocando col pentolino sulla testa. "Fortunatamente esistono persone straordinarie. Basta incontrarne una".

Cosa si fa quando siamo chiamati a convivere con difficoltà quotidiane a volte pesanti e ineluttabili? Come si può stare accanto, specialmente ai bambini che si trovano in situazioni simili? Come favorire un’inclusione che sia realistica e rispettosa delle diversità e delle possibilità delle persone? E ancora: come raccontare tutto questo entrando in punta di piedi e valorizzandolo?

L‘ASCOLTO è un primo, fondamentale ingrediente. Ascolto delle reali esigenze di Antonino, che siano concrete (Ho bisogno di aiuto per fare qualcosa) o emotive, (Mi sento escluso/impaurito/in difficoltà…) i piani si intrecciano e sono ugualmente degni di essere accolti e sostenuti. Ascolto che comprende anche i vissuti, le necessità e i bisogni di chi ogni giorno è al fianco di Antonino: la sua famiglia, gli insegnanti, gli eventuali operatori…

E’ essenziale prendersi cura di chi si prende cura, per limitare stress, malessere diffuso, peggioramento della qualità di vita e per favorire un buon LAVORO DI SQUADRA. La rete di supporto è parte integrante del processo di aiuto. Le “persone straordinarie” che entrano in gioco possono essere tante:  i genitori, i fratelli, gli educatori (nella storia è proprio una maestra* che cambierà il corso degli eventi), i medici e tutto il personale socio-sanitario che ruota attorno a determinate situazioni, gli psicologi! Operare in sinergia con le proprie competenze verso un fine comune può ottimizzare i risultati e distribuire le fatiche che il percorso richiede.

Pagina dell'albo: Antonino e la maestra si abbracciano con affetto: "Grazie"!

Credo che questo albo possa essere una via di comunicazione immediata e semplice da utilizzare anche in contesti molto complessi. Il pentolino che Antonino porta con sé è metafora di qualsiasi condizione umana che in qualche modo “pesi” o sia di ostacolo e di intralcio alla persona che lo trascina: una disabilità fisica o psichica; un incidente o una perdita gravosa; un modo di essere e una condizione esistenziale che fanno sentire esclusi, ai margini…

In questo senso, siamo tutti coinvolti: ognuno con il proprio pentolino da portare, da trasformare in strumento di distinzione personale che può fare davvero la differenza, in positivo!

[*Insieme all’albo è possibile acquistare anche un Manuale-quaderno pedagogico dedicato agli educatori: “Educazione, pentolini e resilienza. Pensieri e pratiche per co-educare nella prospettiva della resilienza a scuola”, M. Ius, P. Milani, Kite Edizioni]


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Ottobre psicologico al Centro Kwoon – Arti del Benessere

Con piacere si rinnova la collaborazione con il Centro Kwoon, in via Panà 56/A a Padova.

La proposta è quella di dedicare un mese ad iniziative che abbraccino oltre alla sfera corporea e meditativa delle arti orientali anche la sfera psicologica, in stretta connessione fra loro.

Con la collega Eleonora Soffiato saremo presenti come InterAzione in ben tre occasioni, diversificate e interattive.

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Condurremo due KWOON…VERSAZIONI, sulla scia dell’interesse riscosso in primavera, su nuovi temi:

  1.  Andare (in)contro: dal conflitto al confronto costruttivo – Lunedì 3 ottobre ore 21.00
  2. EmAzioniamoci: conoscere le emozioni per agire consapevolmente – Lunedì 10 ottobre ore 21.00

Il weekend di sabato 22 e domenica 23 ottobre sarà invece dedicato a

DREAM IN PROGRESS…

un LABORATORIO CREATIVO SU E CON I SOGNI!

weekend

Tutte le informazioni dettagliate sugli incontri, le modalità di iscrizione, costi, etc. nelle locandine qui scaricabili o sul sito del centro.

Locandina kwoonversazioni

Locandina Dream in progress

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

Il colore dei sentimenti

Che il sentimento dell’Amore (inteso in questo caso prevalentemente come Amore di coppia) sia nel senso comune rappresentato con il colore ROSSO è ormai un abbinamento quasi automatico. Sarà perché è considerata una tinta vivace che non passa certo inosservata, come certi amori travolgenti; sarà per la simbologia legata al cuore, sede metaforica delle emozioni più forti e decise; negli anni il rosso è diventato anche il colore della lotta al femminicidio, reato purtroppo ancora così diffuso a livello nazionale e mondiale… L’Amore in ogni caso è spesso rappresentato come un sentimento impetuoso, travolgente.

Nell’albo di cui parlo oggi invece, tutte queste caratteristiche si mescolano ad una delicatezza ed essenzialità uniche nel loro genere. Il testo ha la capacità di parlare d’Amore in punta di piedi, non sminuendone la portata, anzi se possibile aumentando il phatos.

“Rosso come l’amore”

(Valentina Mai – Kite Edizioni)

Rossocomelamore

Copertina: un simpatico uccellino tondo e rosso corre lungo un filo che divide l'albo a metà.

Poche e semplici parole, sostenute nel loro significato da illustrazioni altrettanto nitide, pulite e dirette, accompagnano il lettore, piccolo o grande che sia, nel labirinto del misterioso sentimento. A volte difficile da trovare, mutevole; a volte ingannevole e sfuggente, altre ammiccante e illusorio.

Dare una definizione dell’Amore non è la pretesa di questo testo. Piuttosto fra le sue pagine è possibile riconoscersi nel proprio, personale percorso di ricerca: si riflette, ci si interroga (per me l’Amore cos’è?), si sorride, si resta di stucco.

Compaiono temi di grossa portata ma tracciati con estrema delicatezza: in Amore ci si può ACCONTENTARE? Sappiamo di cosa o di chi andiamo in cerca e perché? Amiamo prima di tutto noi stessi?… Ogni pagina evoca una domanda, una riflessione, senza fornire risposte preconfezionate. Di questa curiosa e complessa esplorazione, appare piuttosto lampante almeno una cosa:

“Per trovare l’amore bisogna innanzi tutto cercarlo!”

Pagina dell'albo: l'uccellino in volo osserva un bersaglio del tiro con l'arco, al centro c'è una freccia piantata proprio in mezzo ad un cerchio rosso, che assomiglia a lui!

Sembra scontato, ma sottolinearlo ci ricorda che siamo sempre parte attiva delle nostre scelte e anche di ciò che ci capita. Può giocarci un pizzico di “fortuna” o casualità negli incontri della vita, ma noi possiamo cogliere quella casualità e condurla nella direzione che più ci rappresenta e ci appartiene. Se siamo aperti all’incontro, stiamo dando agli altri la disponibilità a lasciarci incontrare!

Come suggerisce il saggio uccellino, forse per arrivare a scoprirsi e sentirsi bene in due, è importante prendersi il tempo per fare prima una cosa…

“Improvvisamente ho capito che dovevo fermarmi… e cominciare a guardarmi dentro…”

Pagina dell'albo: due uccellini rossi sono posati uno accanto all'altro sul filo della luce, insieme!

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Sostegno scolastico e metodo di studio

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Con l’inizio dell’anno scolastico 2016/2017 riapre il servizio di sostegno nello studio, presso gli spazi della Cooperativa Vite Vere Down Dadi. E’ dedicato a bambini e ragazzi di ogni ordine e grado scolastico che dopo le vacanze estive si apprestano a cominciare l’avventura di un nuovo ciclo:

  • per chi desidera “cominciare con il piede giusto”;
  • per chi ha bisogno di rinforzare la capacità di attenzione in classe e l’organizzazione dei compiti a casa;
  • per chi cerca un’occasione di unire l’utile al dilettevole, socializzando e studiando con piacere, valorizzando le proprie potenzialità!

Proponiamo

  1. percorsi intensivi sull’apprendimento del METODO DI STUDIO, mirati a scoprire e consolidare i punti di forza personali e imparare strumenti utili per superare le eventuali difficoltà;
  2. percorsi di doposcuola e aiuto compiti in piccolo gruppo;
  3. incontri individuali di sostegno scolastico.

Per info e appuntamenti:

Progetto Ludoteca: Via Chioggia 2/c – Padova (PD)

Tel 320-3493457 – Email: ludoteca@downdadi.it

Per ogni vuoto c’è un pieno!

Il retro di copertina di questo intensissimo albo illustrato recita così:

La vita è piena di incontri. E anche di perdite.

Alcune insignificanti, come quando si perde una matita o un foglietto.

Ma alcune sono importanti, come la perdita di qualcosa a cui si tiene, della salute o di qualcuno che si ama.

Questa storia ci parla della nostra capacità di resistere, di superare le avversità, di trovare il senso della vita”.

“Il buco”

(A. Llenas – Ed. Gribaudo)

Il buco

Copertina: la bambina protagonista si presenta sorridente, con il suo grande buco bianco sulla pancia!

E’ proprio quello che accade alla protagonista, una bambina come tante che vive in una città come tante e conduce una vita comune, ma che all’improvviso scopre di avere un grosso buco nella pancia, che le provoca vari malesseri, per giunta crescenti, ai quali non riesce a trovare nessun rimedio! I suoi tentativi, seppur creativi, vanno a vuoto poiché mirano a “tappare” quel buco con qualcosa di esterno a se stessa, un palliativo, una toppa che all’inizio sembra dare sollievo ma non fa che nascondere…

E il buco rimane!

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Pagina dell'albo: la bambina non sorride più, sembra triste con i suoi vestiti invernali e sente che anche il vento freddo e gelido passa attraverso il suo grande buco nella pancia...

Quante volte ci capita di soffrire profondamente in relazione a qualcosa o a qualcuno, anche a noi stessi, e di cercare soluzioni a quel dolore che leniscono per un po’, ma non ci fanno trovare una nuova, duratura serenità. Il nostro corpo ci parla in tanti modi, i nostri pensieri possono diventare pesanti, confusi, intrusivi…

Ma proprio quando tutto sembra ormai definitivamente perduto, accade un piccolo/grande cambiamento di programma. Lo potremmo chiamare ASCOLTO DI SE STESSI, sintonizzazione con l’interno di noi, MUTAMENTO non tanto delle cose o delle situazioni che spesso non possiamo realmente cambiare, ma DEL SIGNIFICATO CHE NOI VI ATTRIBUIAMO, del senso che diamo a quel dolore, a quell’esperienza e a come poterla utilizzare. Nella storia della piccola protagonista è proprio lì che si annida la magia…

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Pagina dell'albo: la bambina appare nuovamente serena, dal suo buco nella pancia escono forme, colori, fuochi d'artificio. "Ed ecco che piano piano il buco divenne sempre più piccolo"

La RESILIENZA è la capacità di reagire costruttivamente e fare fronte alle avversità della vita, attinge alle nostre qualità personali, alla rete di sostegno che creiamo attorno a noi, alla capacità di ridisegnare il presente e il futuro nonostante il passato o meglio partendo da esso e riscrivendo nuove storie.

Il buco nella pancia (curioso… corrisponde proprio al nostro ombelico, fonte della vita e ponte simbolico tra il dentro e il fuori di noi) si trasforma quindi da origine di sofferenza a scrigno di creatività, ci connette e ci avvicina a tutti gli altri esseri viventi, ciascuno con il proprio buco, con i propri dolori e con la propria storia. Ci rende simili, diversi e protagonisti delle nostre scelte quotidiane. Può rappresentare un lutto, un passaggio di vita difficile, una perdita metaforica di parti di sé, una rinuncia, un fallimento, una violenza, un silenzio sofferto, una rottura lenta o improvvisa, un abbandono… qualsiasi tipo di crisi e cambiamento vissuto con dolore e che merita di essere medicato, curato, ascoltato, elaborato nel tempo.

Dal mio punto di vista questo albo profondo e delicato racconta un aspetto del lavoro che è possibile fare con l’affiancamento di uno psicologo: aiutare a scoprire e “dare senso” ai propri buchi nella pancia, per poterli utilizzare come veri e propri mondi magici!


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…Da che punto guardi il mondo tutto dipende…

…Recitava così una bella canzone di Jarabe De Palo, molti anni fa. Oggi presento un libro dinamico e originale proprio sul tema delle diverse prospettive che ciascuno di noi può avere sul mondo, su se stesso, sugli altri. A seconda dello sguardo che abbiamo, cambia ciò che osserviamo e come questo ci fa sentire. 

“Quelli di sopra e quelli di sotto”

(Paloma Valdivia – Ed. Kalakandra)

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Copertina: una riga orizzontale delinea i due mondi, quello di sopra e quello di sotto, con case, uccellini e una simpatica giraffa che allunga il collo dall'uno all'altro mondo.

L’albo si basa tutto sul cambiamento del punto di vista, che ruota di continuo. Ci sono due paesi con i rispettivi abitanti: quelli del mondo di sopra e quelli del mondo di sotto. Si sussegue una disamina di ciò che accade di qua e di là, come vivono gli uni e gli altri, l’alternarsi delle stagioni, i pensieri che gli abitanti stessi rivolgono a quelli dell’altro mondo… L’orientamento del libro permette letteralmente di giocare a scoprire, pagina dopo pagina, quanto gli abitanti del mondo di sopra si credano diametralmente opposti agli abitanti del mondo di sotto e viceversa… Ma sarà davvero così?! 

Quelli disopra e quelli di sotto

Pagina dell'albo: gli abitanti del mondo di sopra sono in tenuta estiva, quelli del mondo di sotto in tenuta autunnale. "Quando quelli di sopra portano il costume da bagno, quelli di sotto hanno l'ombrello".

Con simpatia e semplicità, gli spunti di riflessione che questo albo regala sono veramente notevoli: dove sta la diversità, su cosa si basa la conoscenza dell’altro, da dove nasce la paura che a volte si può provare pensando ad un mondo sconosciuto e (forse?) molto diverso dal nostro? Non a caso utilizzo la parole RIFLESSIONE: nel senso più classico di ragionamento, ma anche nell’accezione metaforica del RIFLETTERSI e SPECCHIARSI reciprocamente, ROVESCIARE le prospettive che diamo per scontate…

E’ un invito per tutti a fare qualche volta lo stesso esperimento in forma di gioco: guardare il panorama che ci circonda attraverso gli “occhi degli altri”, indossare le loro scarpe e percorrere la strada come farebbero loro. Cosa ci accomuna – Cosa ci differenzia dai nostri amici, parenti, insegnanti, genitori, figli…? Scoprirlo può aiutarci a comprenderci meglio? Cambia il modo in cui entriamo in relazione?

Se mettiamo alla prova ciò che crediamo di sapere sul mondo e sulle persone, se non diamo tutto per scontato, possiamo offrirci l’opportunità di stupirci, di aprire gli orizzonti e magari avvicinarci un po’ di più anche a ciò che ci spaventa, poiché lo riteniamo così lontano e diverso da noi anche se non sempre lo è…

guardare al contrario

Pagina dell'albo: gli abitanti dei due mondi, a testa in giù, suggeriscono "Ogni tanto puoi guardare al contrario!"

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Papà in dolce attesa!

La scorsa settimana ho suggerito un testo particolarmente indicato per le neo-mamme e le loro bambine. Oggi un libro altrettanto simpatico e toccante per valorizzare la figura del padre:

“Papà aspetta un bimbo”

(F. Loew, Barroux – Ed. Settenove)

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Copertina: un grande cuore bianco incornicia una mamma ed un papà in dolce attesa che si guardano amorevoli.

Fino a qualche decennio fa, il ruolo del futuro papà era considerato in modo piuttosto marginale durante i nove mesi di gestazione: come se il diventare padre sopraggiungesse all’improvviso al momento della nascita del figlio e l’uomo fosse escluso dal tempo prezioso della gravidanza, per il semplice fatto di non viverla direttamente sulla propria pelle. Inoltre il padre, una volta nato il/la bambino/a, si vedeva costretto spesso all’interno di ruoli specifici e ben definiti: colui che deve continuare a lavorare per provvedere alla famiglia; quello che gioca con i figli o colui che  detta le regole, l’“elemento separatore” nella relazione madre-bambino… Questi precetti sociali limitavano molto l’esperienza personale e di coppia in un momento di cambiamento così cruciale per l’evoluzione della famiglia. E potevano rendere più difficili anche i passaggi successivi: la creazione del legame papà-bambino, il mutamento del proprio ruolo di vita, il rapporto con la propria compagna…

Il ruolo del papà

Pagina del'albo: Mentre la mamma viene visitata dai dottori, il papà si sbraccia ed esclama parlando con suo figlio: "Alla tua mamma fanno domande, le toccano la pancia tonda. E io? Che sono il tuo papà? Nessuno mi prende in considerazione! "Ehi, anche io aspetto un bambino!" sono costretto a ripetere a tutti!"

Ad oggi il panorama è cambiato e i ruoli sono meno rigidi e più flessibili. Si restituisce valore e dignità ad entrambi i genitori fin da subito, poiché la gravidanza è vissuta con intensità e coinvolgimento da mamma e papà anche se in modi molto diversi: se nella donna avvengono mutamenti fisici e fisiologici evidenti, l’uomo partecipa a questa esperienza da osservatore esterno ma non estraneo o meno coinvolto nei cambiamenti della propria compagna e nella relazione e comunicazione con il figlio in arrivo. I sentimenti e le emozioni relative al proprio ruolo di genitore si modificano di pari passo, le aspettative sul futuro si moltiplicano e vengono condivise… Così come dopo la nascita entrambi prendono parte all’accudimento del/la bambino/a potendo suddividersi compiti e responsabilità attraverso scelte personali e familiari molto più elastiche e interscambiabili.

Pagina dell'albo: una maestra spiega a tre papà alcuni passaggi importanti dell'accudimento: "Alla scuola dei futuri papà, cambio i pannolini, do il biberon. E' fatta! Per me i bambini non hanno più segreti!"

Diventa ancora più importante per la coppia dialogare, comprendersi e comunicare sul piano emotivo ciò che sta vivendo. Sapere di poter contare l’uno sull’altro con le proprie caratteristiche, per scoprire insieme CHI E’ quel nuovo arrivo tanto simile quanto diverso da loro!

Questo testo aiuta i futuri padri a entrare in contatto con le sfumature della loro esperienza, a raccontare a se stessi e a tutti la grande avventura che stanno vivendo, a focalizzare alcuni passaggi cruciali della stessa, ad esprimere preoccupazioni, fantasie, desideri per poterli condividere con semplicità con la partner e con il bambino!


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Ogni volta è la prima volta…

Oggi l’esplorazione del mondo dei libri ed albi illustrati mi porta verso uno spunto che mi sta particolarmente a cuore:

“La prima volta che sono nata”

(V. Cuvellier, C. Dutertre – Ed. Sinnos) 

La prima volta che sono nata

Copertina del libro: raffigura una bambina ad occhi chiusi che vola serena insieme alla sua ombra a forma di uccello.

Albo illustrato assolutamente dedicato alle neomamme, in particolare di bambine (provvederò a segnalare testi equivalenti per i papà e per i figli maschi!). Diventare madre è un viaggio incredibile per ogni donna che desideri intraprenderlo, ogni coppia ed ogni bambino, che incrociano continuamente se stessi e le loro esistenze. Che sia la prima o la quarta gravidanza, l’esperienza e l’emozione non sarà mai del tutto identica alle precedenti… più probabilmente sarà una nuova prima volta!

Quante “prime volte” hanno segnato la nostra crescita: possiamo pensare che ogni istante della vita sia il primo che viviamo a quel modo. Cosa è accaduto lasciandosi andare alle nostre prime volte? Un fiume in piena di eventi ed esperienze, un susseguirsi di scelte che ci hanno portato fin qui! A volte più o meno consapevoli, a volte banali, a volte difficilissime da compiere, a volte scelte cruciali, a volte quotidiane… In ogni caso esperimenti di vita, con cui mettersi alla prova e crescere attraverso l’esperienza in prima persona, quello che facciamo tutti.

Il libro, con immagini curate e frasi essenziali o molto ricche, accompagna con ironia e semplicità il lettore nel viaggio di una bambina appena venuta al mondo, che racconta in prima persona alcune tappe cruciali della sua crescita: ricordi indelebili, istanti comici, incontri, paure… in cui è veramente facile riuscire ad identificarsi.

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Pagina dell'albo: "La prima volta che ho giocato a pallone ero da sola. Ho vinto". Raffigura la bambina protagonista che corre e gioca con se stessa in un campo da calcio.

Mano a mano che le fasi della vita della protagonista si susseguono, cambiano le sue sfide, il significato che lei attribuisce alle stesse e alle sue passioni e relazioni. Tra le righe si intravedono messaggi spesso di una certa portata anche per noi adulti. Pillole di filosofia in un linguaggio di bambino, così facili da cogliere e al contempo così profonde. Scorrendo le pagine e assaporando l’insieme, è facile collegarsi ai propri ricordi, andare a pescare flash dell’infanzia, dei giochi, delle avventure, delle sconfitte, dei traguardi… Come se stessimo sfogliando un personale album di fotografie e disegni di famiglia che ci riporta al nostro Sé bambino o bambina: giocoso, spontaneo, timido, irrequieto, qualunque esso sia stato. 

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Pagina dell'albo: "La prima volta che ho camminato, sono caduta. La prima volta che sono caduta, mi sono rialzata. La prima volta che mi sono rialzata, ho camminato.

La protagonista col trascorrere del tempo si fa grande, adulta… E approdiamo con lei ad un finale “a sorpresa” commuovente e intenso che non voglio svelare, testimonianza del continuo “accadere” della vita in un ciclo naturale mai uguale a se stesso! Questo albo può attraversare le generazioni. Mi fa pensare ad un simbolo che si tramanda di madre in figlia, come un gioiello di famiglia o l’antico corredo, qualcosa che crea e rinsalda i legami affettivi, riempiendoli di significati personali. L’impronta con cui il libro è stato pensato e scritto, come dicevo all’inizio, è fortemente femminile… Ma credo possa senza dubbio toccare nel profondo anche la controparte maschile (papà, fratelli, nonni…), se si lascia trasportare in quello che può essere un assaggio dell’universo femminile delle loro compagne/mamme/sorelle… con cui andare a braccetto.

Buona lettura!


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